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Lecce, spara ai vicini di casa: tre morti e una ferita

Lecce, spara ai vicini di casa: tre morti e una ferita

Le vittime sono padre, figlio e una zia. La follia dopo la banale lite per un parcheggio

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LECCE. Avrebbe fatto fuoco, dopo una banale lite per un parcheggio,con una pistola 357 Magnum, Roberto Pappadà, il 57enne ritenuto responsabile del triplice omicidio avvenuto nella tarda serata di venerdì 28 a Cursi (Lecce).

Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Maglie, l'uomo, in preda all'ira, avrebbe impugnato la pistola facendo fuoco contro Franco e Andrea Marti, padre e figlio, rispettivamente di 63 e 36 anni, uccidendoli entrambi all'istante per strada, in via Tevere, davanti alla loro abitazione. La zia di Andrea, Maria Assunta Quarta, di 52 anni, rimasta gravemente ferita, è deceduta all'ospedale "Panico" di Tricase, dove era stata condotta da un'ambulanza del 118. 

La madre del giovane assassinato, Fernanda Quarta, di 60 anni, è attualmente ricoverata nello stesso ospedale con una prognosi di 15 giorni e non corre pericolo di vita. Pappadà è stato fermato poco dopo la sparatoria dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Maglie e non ha opposto alcuna resistenza. Dopo essere stato sentito in caserma, l'uomo, che vive con una sorella disabile, è stato accompagnato nel carcere leccese di Borgo San Nicola, e messo a disposizione del sostituto procuratore di turno, Donatina Buffelli che coordina l'indagine. I colpi d'arma da fuoco hanno attirato sul posto diverse persone che abitano nelle vicinanze, le cui testimonianze potrebbero dare supporto alle indagini.

Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri della sezione Investigazioni scientifiche. In base a quanto si è appreso, tra Roberto Pappadà e la famiglia Marti vi erano da tempo rapporti tesi per banali questioni di vicinato.

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