Monte Serra, intercettati i telefonini dei sospetti: si stringe la rete attorno al piromane
Pisa, al setaccio della Procura nomi di chi ha precedenti. Accertamenti anche su chi ha interessi legati alla bonifica dei terreni
PISA. Non ci sono indagati. Gli intercettati sì. Più degli indizi di colpevolezza è la gravità del reato a consentire agli inquirenti di ricorrere all’ascolto telefonico senza dover iscrivere sul registro in Procura i bersagli dell’interesse investigativo mosso da un incendio che, con il passare delle ore, assume il sapore acre del disastro ambientale.
VIDEO. Così dopo il rogo: scenario apocalittico
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L'INCHIESTA
È un’inchiesta seguita in prima persona dal procuratore capo Alessandro Crini, che sull’elicottero della Guardia di finanza ha sorvolato l’area devastata dalle fiamme, quella aperta per incendio doloso nella convinzione che si celi una mano criminale dietro al rogo che annientato circa 1400 ettari dei Monti Pisani.
Il magistrato ha riunito nel suo ufficio il gruppo di lavoro istituito per lavorare sul caso del piromane. I carabinieri forestali con il nucleo investigativo dell’Arma da martedì mattina sono impegnati senza sosta nella verifica di spunti e segnalazioni che cominciano ad arrivare. Il limite di situazioni del genere è che la richiesta di aiuto si trasforma in un detonatore per mitomani scatenati nello loro fantasie deliranti. E la verifica delle telefonate fa perdere tempo.
VIDEO. Il disastro in cifre
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I SOSPETTI
Lo sforzo investigativo fa tesoro della conoscenza del territorio e di certe dinamiche legate al fenomeno degli incendi che appartiene alla forestale. Vengono passati in rassegna nomi e situazioni di chi ha precedenti da piromane e chi, una volta finanziata la bonifica dei terreni, magari potrebbe avere un’utilità nell’aggiudicarsi i lavori di recupero delle aree. Di qui la decisione di iniziare con una rosa di nomi ritenuti sospetti da monitorare nelle conversazioni telefoniche per cogliere una frase, un’incertezza o un riferimento capaci di dare contenuti probatori all’inchiesta.
Le intercettazioni non coprono solo lo spettro di ex indagati o condannati per aver dato fuoco ai boschi. La platea ristretta è, comunque, eterogenea. E nell’attesa di un eventuale passo falso del piromane l’ascolto in cuffia resta lo strumento più avanzato. Così come il lavoro sulla localizzazione dei telefonini che potrebbero aver agganciato le celle che coprono l’area montana, al di sotto dei ripetitori di radio e tv, dalla quale è partito l’incendio alle dieci di sera di lunedì. È un’inchiesta in cui le ipotesi superano le certezze. Il piromane, odiato e ricercato con la stessa intensità, rischia di produrre un effetto emulazione che solo nella giornata di martedì ha prodotto almeno cinque fronti di fuoco.
VIDEO. L'inferno visto da un volontario
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Nella serata di mercoledì 37 ad Avane (Vecchiano), dalle parti della chiesa, i volontari in giro per il rogo nella zona dell’ex cava hanno visto un principio di incendio e lo hanno spento in pochi minuti. L’autore aveva dato fuoco al pneumatico di un attrezzo agricolo accanto a una catasta di legna attaccata al monte. Male per lui, bene per un ambiente già anche troppo martoriato.
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