Sicurezza
Bimbo assente al nido obbligatorio segnalarlo
Provvedimento della Regione contro gli abbandoni in auto Gli asili pubblici informeranno in tempo reale le famiglie
FIRENZE
Una mattina il bimbo non è presente al nido, ma i genitori non hanno avvertito che non lo porteranno. Allora il nido telefona o manda un messaggino ai genitori per avvertirli che il bimbo non c'è e la sua assenza non era prevista. Il provvedimento entra in vigore dal 1° gennaio 2019. E' la Regione Toscana che obbliga tutti gli asili nido, pubblici o privati non importa, a segnalare in maniera tempestiva il mancato ingresso dei figli ai genitori. In alcuni casi basta una telefonata. Ad esempio, nei piccoli Comuni con pochi bambini nelle strutture. In altri casi gli asili nido potranno dotarsi di un sistema di comunicazione whatsapp. Il bimbo non risulta arrivato all'orario di ingresso e parte un messaggino al genitore che fa da referente. E la Regione è pronta a cofinanziare il progetto. Aiuterà i Comuni ad acquistare o adeguare i computer e la connessione web degli asili nido. L'importante è che si faccia presto.
Il 1° gennaio 2019 non è così lontano. Ed è anche un modo per scacciare la paura. Per dire basta alla morte dei bambini dimenticati nelle macchine sotto il sole. Si contano cinquanta decessi nel 2018 in tutto il mondo. Gli ultimi tre casi nazionali si sono verificati proprio in Toscana. Il più recente a San Piero a Grado, nel pisano. E' la mattina del 18 maggio 2018. Daniele Carli, segretario del Pd a Riglione e ingegnere, lascia l'auto in sosta davanti allo stabilimento Continental dove lavora. Dimentica di portare al nido la piccola Giorgia che dorme nel seggiolino dentro la macchina. E' la moglie a dare l'allarme quando, poco dopo le 15, andando a prendere la bambina all'asilo, scopre dalle educatrici che Giorgia non è mai arrivata. La donna telefona subito al marito, ma è ormai troppo tardi per salvare la figlia. “Padre colpito da amnesia dissociativa”, così lo definisce lo psichiatra Alessandro Meluzzi nella consulenza per la Procura di Pisa. Si allontana l'ipotesi di omicidio colposo. Altro caso. Quello della piccola Gaia. E' la mattina del 26 luglio 2016. Il dramma si consuma in pieno centro a Vada. La mamma Michela Cervasio deve portare la figlia al nido, ma la dimentica in macchina. Sarà la nonna a trovarla quattro ore dopo in stato cianotico. La corsa all'ospedale di Cecina, poi via al Meyer di Firenze, ma la bimba non ce la fa. Stessa tragica dinamica per la piccola Tamara a Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo. Ora la Regione prova a dire basta col rilievo quotidiano delle presenze dei bambini nei nidi e l'immediata comunicazione ai genitori dell'assenza non prevista.
Ma come si può dimenticare i figli in auto? «Quasi sempre si tratta di mancanza di sonno, stanchezza e stress o di variazioni nella routine quotidiana dei genitori», spiega l'assessora Cristina Grieco. Mentre il consigliere regionale del Pd Antonio Mazzeo ringrazia l'assessore: «La nostra sollecitazione è stata accolta. Ora ci attiveremo per cofinanziare il sistema di alert». Ieri alla conferenza stampa in Regione c'erano anche Gabriella, la mamma di Giorgia, e Stefano, il babbo di Gaia. —
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