Attenzione
Ha undici anni e un cellulare, subissata di chiamate moleste
Pistoia, denuncia del padre di una bimba di 1ª media: «Non so come difenderla» Il Garante della Privacy: «Manca il regolamento, inapplicabile la legge-scudo»
Pistoia
È più preoccupato che infastidito Lorenzo, 43 anni, informatico di Pistoia, per il telemarking selvaggio. È più preoccupato perché le telefonate chiamate indesiderate da qualche tempo arrivano sul cellulare in dotazione alla figlia di 11 anni. E non sa come fermarle. Proposte commerciali indesiderate - soprattutto da parte di gestori di telefonia - a una bambina di prima media. Non l’unica minorenne in Italia ad avere un cellulare. E non l’unica che non si può proteggere dalle chiamate commerciali indesiderate perché la legge-scudo - approvata grazie alle campagna de Il Tirreno - non si può applicare in assenza del regolamento di attuazione, in ritardo di quasi cinque mesi.
La segnalazione, dunque, delle chiamate commerciali ai minori arriva da questo padre pistoiese che già un anno fa si rivolge a Il Tirreno per segnalare episodi di telemarketing selvaggio sul proprio telefono aziendale. «Ma se prima si trattava di molestie telefoniche durante l’orario di lavoro, oggi si tratta di un fenomeno orrendo contro il quale non so come difendermi: chiamano mia figlia di 11 anni, alla quale da qualche mese abbiamo dato un cellulare».
Il fatto è che il contratto è intestato alla mamma e quindi i call center che utilizzano i dati personali (compreso il numero) non si preoccupano del fatto che il telefono sia in uso a una minorenne. «Ho provato a iscrivere il numero nel Registro delle Opposizioni - conferma il padre - ma non mi è stato possibile». Infatti, il Registro è accessibile solo ai numeri pubblicati negli elenchi telefonici, in mancanza del regolamento di attuazione della nuova legge, mai licenziato dal ministero dello Sviluppo economico. «Con questo regolamento e con l’applicazione della nuova legge - confermano dall’Autorità Garante della Privacy - non ci sarebbero problemi per i minorenni. I bambini e gli adolescenti con un cellulare in dotazione, infatti, verrebbero messi al riparo dalle chiamate commerciali dall’iscrizione al Registro delle opposizioni, azione oggi impossibile». Altri rimedi - ammette il Garante - o meglio rimedi specifici contro il telemarketing per i minori non sono previsti.
In attesa della riforma, però, i genitori - ricorda il Garante della Privacy - possono chiamare il gestore telefonico e verificare: 1) se hanno dato il consenso a cedere i propri dati (e il numero telefonico) a terzi (ad altre aziende) per uso commerciale; 2) se lo hanno dato lo possono revocare immediatamente; 3) se non lo hanno dato possono diffidare il gestore dalla cessione e dall’utilizzo del numero di cellulare in dotazione alla figlia per campagne promozionale. Inoltre ogni volta che un call center chiama un minore si può chiedere (a voce) la cancellazione del numero di cellulare dalla lista utilizzata per la campagna pubblicitaria. In caso di inottemperanza, si può presentare una segnalazione gratuita al Garante della Privacy coi moduli presenti sul sito dell’Autorità. —
ILARIA BONUCCELLI
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