Sicurezza
La carica dei 419 professori senza la cattedra
Precari e da anni in attesa di un ruolo: «I posti vacanti ci sono, ma la nostra regione è in ritardo con il concorso»
Ci sono 419 professori precari toscani in attesa da anni di un posto di ruolo. Hanno svolto una lunghissima serie di concorsi per essere abilitati all’insegnamento, hanno lavorato gratis per mesi e in molti casi hanno pagato anche 2500 euro per specializzarsi e seguire un tirocinio negli istituti scolastici.
Ora, per una serie di ritardi nell’insediamento della commissione di concorso, mentre in altre Regioni già il 1° settembre sono stati firmati i contratti per iniziare l’anno scolastico, i docenti abilitati in Toscana attendono ancora una convocazione per l’ennesimo anno da supplenti.
«Un vero dramma per i docenti di lettere e latino – spiegano i 419 insegnanti in una nota –. Da febbraio a marzo 2018 chi ha ottenuto un’abilitazione ha presentato domanda di partecipazione a un concorso, definito transitorio, per titoli e prova orale dalla cui graduatoria finale ciascun ufficio scolastico territoriale avrebbe attinto per le nomine in ruolo dei docenti. Le cattedre scoperte in Toscana sono ancora centinaia e questo concorso non solo era apparso come un atto dovuto, ma come rimedio al problema della mancanza di continuità didattica nelle scuole della nostra regione».
Ad aprile, dunque, viene convocata una commissione per la classe di concorso di lettere. Commissione che si insedia a metà giugno.
«Con una ingiustificata calma – spiegano ancora gli insegnanti precari toscani –. Dopo numerose pressioni, un vero e proprio “email bombing”, di noi docenti per accelerare i tempi i primi di luglio è stato pubblicato un calendario degli orali a decorrere da settembre. Questo comporta, per ovvi motivi, il mancato ruolo dal primo settembre di quest’anno, come era atteso e dovuto. Durante l’estate i colleghi di altre classi di concorso o di altre regioni svolgevano gli orali, mentre i 419 candidati toscani hanno atteso rassegnati l’arrivo di settembre».
I ritardi sembrano nascere da una mancata comunicazione della commissione all’ufficio scolastico regionale. Il dato di fatto che il sogno di essere stabilizzati e di fornire una continuità agli studenti di scuole medie e superiori deve essere rimandato per un altro anno.
«Io sono uno dei più giovani, ho 32 anni ma il percorso di stabilizzazione è frustrante – racconta Giovanni Guidi, giovane insegnante di Pietrasanta –. Dopo essermi laureato nel 2011 in lettere ho fatto un anno a Milano di stage tirocinio per una casa editrice, poi ho insegnato italiano a Riga, in Lettonia, per tre mesi. Al ritorno in Italia nel 2013, dopo aver fatto vari lavori, tra cui la guida turistica e il cameriere, ho iniziato il mio percorso nel mondo dell’insegnamento».
Poi nel 2015 il test per accedere alle tre prove del tirocinio formativo attivo. «Dal quiz a Firenze, che ho superato, un’altra lunga serie di test, scritti e orali – racconta Guidi –. Fino al tirocinio formativo, nel quale non solo ho lavorato nelle scuole gratuitamente, ma dove tutti noi, circa 500 selezionati, abbiamo dovuto pagare 2500 euro».
Si capisce come, per questo concorso che ha inserito gli insegnanti nella seconda delle tre fasce dalle quali attingere per le cattedre in Toscana, adesso i docenti precari chiedano finalmente di accelerare i tempi. «Arriveremo al 22 settembre alle convocazioni e non ci sarà la possibilità di organizzare il lavoro, tutto a discapito degli studenti – conclude Guidi –. Forse è arrivato il momento di mettere ordine nel caos che domina la scuola in Toscana. I docenti, infatti, sono parte lesa ancora una volta insieme all’utenza». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google