Gioco
Un sacco dell’immondizia sulla statua del capo partigiano
Qualche giorno fa il presidente del consiglio comunale, ex missino, aveva detto che andava spostata. Le opposizioni lo accusano di essere il mandante morale
MASSA
Hanno coperto con un sacco della spazzatura il busto del comandante partigiano Vico all’ingresso del Comune di Massa. Lo hanno fatto dopo che quattro giorni prima il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti aveva dichiarato che quel busto lì andava tolto. E gli antifascisti insorgono e lo accusano di essere il mandante morale.
È stato il capo militare della resistenza apuana. Alfredo Gianardi, nome di battaglia “Vico”, era un uomo pragmatico, solido. Uno che rispettava i nemici se cadevano nelle sue mani, mentre nazisti e fascisti si macchiavano delle peggiori atrocità tra le Apuane. Uno che non ha lasciato la zona anche durante il tremendo rastrellamento del 2 dicembre del 1944, quando l’ordine per i partigiani era di andarsene. Uno, insomma, che non avrebbe temuto un sacco nero in testa.
Eppure qualcuno ha deciso di sfregiare la statua simbolo, inaugurata nel 1998 e che da allora accoglie chiunque entri in Comune. Nato dall’antifascismo e presidiato, simbolicamente, da un’antifascista.
A scoprire lo smacco un consigliere comunale d’opposizione e alcuni passanti. Avvertita l’amministrazione il capo di gabinetto Daniele Pepe ha fatto subito rimuovere il sacco.
Per le opposizioni il “mandante morale” è il presidente del consiglio comunale a maggioranza di centro-destra Benedetti. Ex militante dell’Msi, ora in Forza Italia, lui si difende: «Io ho chiesto di spostarlo da lì, di mandarlo nella sua natura collocazione al museo della resistenza». E, en passant, ha anche chiesto di chiudere i rubinetti dei finanziamenti all’Anpi.
Il sindaco Francesco Persiani non si smarca. «Ha espresso posizioni politiche, ma qui c’è un intento chiaro di mettere in difficoltà l’amministrazione. Si alza un polverone per non parlare delle cose serie. Mi sembra che i responsabili vadano cercati nell’altro campo, non dentro il palazzo». Benedetti comunque condanna il gesto e aggiunge: «Se qualcuno, poi, ne approfitta per fare del caos non posso prendermi questa responsabilità. Sono sicuro che qualcuno stia strumentalizzando le mie idee e proposte per nuocere alla nuova amministrazione di centrodestra».
All’attacco le opposizioni. Bordate pesanti arrivano dal deputato grillino Riccardo Ricciardi, che parla di «idiozie del presidente del consiglio che portano a conseguenze». E le opposizioni lanciano una protesta al prossimo consiglio comunale lunedì contro Benedetti. Tutti chiedono al sindaco di prendere le distanze, anche la deputata Pd Martina Nardi che aggiunge che verificherà «se ci siano gli estremi per una interrogazione in Parlamento. Intanto spero che i cittadinifacciano sentire come possono la loro voce». Le indagini saranno fatte a partire dalle telecamere che sono però puntate sull’ingresso del Comune e non sul busto. A sinistra cercano una mano di destra, a destra una di sinistra. —
LIBERO RED DOLCE
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
