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Toscana

il verdetto del tribunale di firenze 

Crac al Giornale della Toscana nuova condanna per Verdini

Mario Neri
Crac al Giornale della Toscana nuova condanna per Verdini

All’ex coordinatore di Forza Italia 5 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta 5 anni anche all’ex deputato Parisi. Lo sfogo di Denis: «Sentenza mai vista»

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firenze

Secondo i giudici fiorentini s’era convinto di essere un editore samaritano. «Io a questo giornale ho solo dato per tenerlo in vita. Dispiace che alla fine sia arrivato comunque al fallimento», era risuonata in aula ad aprile la voce roca del re Denis. Eppure la «convinzione narcisistica di essere un benefattore» non è bastata a regalare l’assoluzione a Denis Verdini, non è stata «sufficiente» a cancellare le sue responsabilità per la bancarotta fraudolenta in cui avrebbe gettato la Ste, la editrice con cui l’ex coordinatore nazionale di Forza Italia e poi di Ala - a stare alla sentenza emessa ieri dal tribunale di Firenze - controllava il Giornale della Toscana e negli anni si è costruito una fetta del suo piccolo impero economico e politico.

Ieri l’ex commercialista e “macellaio” di Campi Bisenzio, fino a pochi anni fa un dominus della politica in Toscana e in Italia, non era in aula. Di fronte alla condanna a 5 e anni e mezzo (l’ennesima, dato che lo scorso luglio, nel processo d'appello per il crac del Credito Cooperativo, l'ex senatore era stato condannato a 6 anni e 10 mesi), ha affidato il suo sfogo ad una nota. «Sentenza mai vista. I miei avvocati dicono che non si è mai visto in un processo penale il raddoppio della pena chiesto dai pm e il deposito della sentenza contestuale in un processo per bancarotta. C'è a Firenze una strabiliante efficienza quando si tratta di me», ha tuonato Verdini. «È stato chiarito in ogni modo che il fallimento del giornale è stato causato dall'interruzione dei contributi pubblici. Io ho versato nelle casse della società più del doppio delle cifre che mi accusano di aver sottratto». «Faremo ricorso», annunciano gli avvocati Franco Coppi e Marco Rocchi. «Spero di trovare un giudice», aggiunge Verdini.

Ma quella società, scrivono i giudici, non era che «uno dei tanti soggetti creati per fini assai lontani da quelli di una società di capitale», un mezzo con cui Verdini «ha realizzato un indebito arricchimento per sé e per l’amico Parisi», gestita in maniera «dissennata». Per questo a 5 anni è stato condannato anche Massimo Parisi, ex coordinatore regionale degli azzurri e fedelissimo dell’uomo rimasto al fianco di Silvio Berlusconi per anni fino a diventare il grande tessitore del patto del Nazareno stretto fra il Cav e Matteo Renzi e poi essere estromesso dalla corte di Arcore. La chiave del crac sarebbe tutta in un’operazione del 2004. Verdini e Parisi convincono i vertici di Ste ad acquistare la Nuova Toscana Editrice, «un mero simulacro», recita la sentenza, «in perdita e con patrimonio netto negativo», ma per cui Verdini e Parisi intascano 1,3 milioni a testa.

Per questo per entrambi è stata decisa anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il pm Luca Turco aveva chiesto 3 anni per Verdini e 2 per Parisi. Tre anni per gli altri 3 imputati, tutti amministratori della Ste, Girolamo Strozzi Majorca Renzi, Enrico Luca Biagiotti e Pierluigi Picerno. Ai 4 ex giornalisti del quotidiano costituitisi parti civili, invece, è stata assegnata una provvisionale di 15mila euro. —

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