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TELEMARKETING SELVAGGIO/LA CAMPAGNA DEL TIRRENO 

Telefonate moleste, il ministero ritarda il regolamento-scudo

ILARIA BONUCCELLI
Telefonate moleste, il ministero ritarda il regolamento-scudo

Quattro mesi di attesa inutile, per 100 milioni di utenti  resta impossibile iscriversi al Registro delle Opposizioni

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roma

Se ne parla nei codici, nelle leggi, ma nella realtà non esiste ancora. Per questo, le telefonate commerciali moleste non cessano. L’ultimo riferimento è di pochi giorni fa: il 6 settembre. In Italia lo scudo contro il telemarkting aggressivo - approvato grazie alla campagna de Il Tirreno - c’è dal 4 febbraio 2018. Ma non si può usare perché mai è entrato in vigore il regolamento che consente anche a cellulari e numeri fissi riservati di iscriversi al Registro delle Opposizioni.

Il 6 settembre, dunque, i conosce il decreto legislativo 101 del 10 agosto 2018 che rende compatibile il Codice (italiano) della Privacy con il Codice europeo . All’interno di questa norma si fa riferimento ai nuovi limiti imposti a marketing e il telemarketing, possibili «pur mantenendo il limite dell’impiego del telefono e della posta cartacea e fatta salva iscrizione al registro delle opposizioni (articolo 130 comma 3 bis del Codice )».

Però, a distanza di 9 mesi dall’approvazione della legge contro il telemarketing selvaggio - sostenuta da oltre 122mila lettori de Il Tirreno - non è ancora cambiato nulla. La commissione Lavori pubblici del Senato approva in via definitiva la riforma sollecitata dal nostro giornale il 22 dicembre 2017. La legge (la 5 del 2018) diventa esecutiva il 4 febbraio 2018 . Dà 90 giorni al ministero dello Sviluppo Economico per modificare il regolamento di iscrizione al Registro delle Opposizione, fino a quel momento aperto solo ai numeri di telefono pubblicati negli elenchi telefonici: circa 13 milioni. Esclusi, dunque, i cellulari (oltre 90 milioni) e i numeri fissi riservati (oltre 7 milioni). La modifica del regolamento del Mise, poi, deve essere adottata dal consiglio dei ministri e poi essere trasformata in un Dpr. È, infatti, con un Decreto del Presidente della Repubblica che nel 2010 viene istituito in Italia per la prima volta il Registro delle Opposizioni.

Ma a oggi il regolamento ancora non c’è. Il Mise dice che è stato «completato ed è stato inviato alla direzione di competenza (non meglio specificata) per l’ultima valutazione legislativa, prima dell’invio al Consiglio dei ministri». Che poi lo dovrà mandare al Quirinale. Fatto sta che da mesi, sul sito del Registro delle Opposizioni resta la solita scritta: «Esteso a cellulari e fissi riservati. Operativo dal secondo semestre 2018». Senza data. —

ILARIA BONUCCELLI



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