Gioco
E' morto "Franco Libri", il viareggino diventato a Venezia un "salvatore di biblioteche"
Si chiamava Francesco Teardo ed era diventato un personaggio notissimo per i veneziani. Salvava i volumi dal macero e li offriva in Campo San Basilio ai passanti in cambio di offerte. Vinse una causa con il Comune
VENEZIA. Lo chiamavano “Franco Libri” ed era toscano, ma pochi lo sapevano. Era diventato un personaggio a Venezia, dove lo conoscevano tutti per la missione che si era dato: salvare intere biblioteche dal macero e metterle a disposizione dei lettori a modo suo, tanto da diventare un punto di riferimento per i veneziani. Era l'amante dei libri che recuperava volumi destinati alla distruzione per offrirli ai passanti in Campo San Basilio, in cambio di un'offerta.
Mercoledì 5 settembre "Franco Libri" se ne è andato. È morto dopo una lunga malattia all'Ospedale Civile di Venezia, circondato dall'affetto del figlio Tobia e degli amici di sempre. Il suo vero nome era Francesco Teardo ed era nato a Viareggio nel 1951. Ex dipendente del Comune di Venezia, aveva lavorato alla Biblioteca civica di Mestre, poi al Centro civico delle Zitelle con servizio presso il Carcere femminile di Sant'Eufemia.
Artigiani, commercianti e residenti abituati a incontrarlo e scambiare con lui due chiacchiere, lo stanno piangendo in questi giorni sui social network, condividendo foto e ricordi. Nel 2014 Franco Libri aveva iniziato una battaglia contro la salata multa (di oltre 5mila euro) che il Comune gli aveva inflitto per occupazione di suolo pubblico e vendita non autorizzata. Ne seguì una causa, sostenuta da una raccolta di firme e di donazioni della cittadinanza. La vicenda della sanzione e della mobilitazione dei veneziani finì anche su Rai Due in prima serata, con un servizio del programma “Virus” di Nicola Porro. Franco Libri vinse a pieno titolo la causa, riprendendo il suo posto e i suoi libri, che ora mancheranno a tutti i veneziani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
