La protesta
Ucciso da un toro, l'amico: «Ho visto che lo incornava più volte, è morto tra le mie braccia»
Riparbella: Sorgi Gennai, agricoltore in pensione di 66 anni, è stato caricato e sbattuto a terra da un animale di 11 quintali. Roberto Belli è stato il primo ad intervenire
RIPARBELLA. «Una scena da apocalisse, non credo che riuscirò più a dormire. Era come un fratello, e l’ho visto morire». Non si dà pace Roberto Belli, l’uomo per primo ha soccorso Sorgi Gennai e gli ha praticato il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo del medico del 118.
Ha provato in tutti i modi ad allontanare l’animale di 11 quintali che stava infierendo sul corpo dell’amico, quasi senza che se ne fosse reso conto. Il toro ha assalito Gennai alle spalle, spingendolo a terra più volte. Per l’uomo, 66enne di Riparbella, in provincia di Pisa, non c’è stato niente da fare. Agricoltore in pensione, è deceduto in pochi minuti. Non appena la notizia si è diffusa nella comunità del paese collinare, dove l’uomo abitava nella centrale piazza Marconi, i cittadini si sono stretti alla moglie Vincenza e ai figli Daniela, che ha una attività di parrucchiera in paese, e Mauro, che ha rilevato l’azienda agricola del padre.
IL FATTO
Il fatto è avvenuto intorno alle 10 di di domenica 3. Gennai era con Roberto Belli, un amico fraterno nel suo appezzamento di terreno in zona Borgo San Pecoraio, nelle campagne tra Riparbella e Castellina. I due erano intenti a ripulire il terreno, in vista della preparazione dei capanni per la caccia. Un’attività di cui Gennai era un grande appassionato.
Zucchero, questo il nome del toro di proprietà di Gennai, che lo teneva al pascolo nel terreno. Un esemplare di circa due anni del peso di oltre 11 quintali. L’uomo stava caricando alcuni oggetti nella sua auto, quando il toro lo ha colpito una prima volta. Chiaro che il 66enne, essendo di spalle, non ha visto l’arrivo dell’animale e non si è potuto difendere in alcun modo, né tentare di fuggire. Zucchero ha caricato Gennai svariate volte, sollevandolo e sbattendolo a terra. A quel punto è arrivato Belli, che stava lavorando poco distante.
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L'INTERVENTO DELL'AMICO
Alla vista della scena, tragica, l’amico di Gennai ha deciso di intervenire. «Con il decespugliatore e un palo di ferro ho allontanato il toro - racconta Belli con le lacrime agli occhi - poi ho chiamato il 118 e i carabinieri».
Nell’attesa dell’arrivo del medico della Pubblica assistenza di Cecina, Belli ha continuato a praticare all’amico il massaggio cardiaco nel disperato tentativo di salvargli la vita. All’arrivo del personale sanitario Gennai era morto. Troppo gravi le ferite causate dal toro. Secondo i riscontri dei soccorritori e l’esame esterno sul corpo effettuato dal medico legale Alessandro Vallebona a causare il decesso sono stati i traumi alla spina dorsale dovuti al violento e ripetuto impatto con il terreno.
IL LUTTO
Il corpo di Gennai è stato portato alla camera mortuaria del cimitero di Cecina e, dopo l’esame esterno, nel pomeriggio di domenica è stato riconsegnato alla famiglia. Fino a tarda sera al cimitero c’è stato un via vai di conoscenti e amici della famiglia, che hanno voluto stringersi alla moglie e ai figli di Gennai, devastati dal dolore. Un nucleo, quello del 66enne, molto conosciuto e stimato in tutta Riparbella e nelle zone circostanti. Gennai, dopo aver lavorato una vita nella sua azienda agricola, la cui gestione è passata al figlio Mauro, si dedicava comunque alla campagna. Andava a caccia e continuava a curare le mucche e Zucchero, il toro che lo ha aggredito e ucciso in maniera brutale. Senza parole anche il sindaco di Riparbella, Salvatore Neri, che a nome della comunità ha espresso le condoglianze «verso una delle famiglie storiche del paese per un lutto improvviso e tragico». Ancora da stabilire la data del funerale dell’uomo.
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