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Il Papa, Lucca e la super bufala: «Tifavamo I-ta-lo, non Viganò»

Il Papa, Lucca e la super bufala: «Tifavamo I-ta-lo, non Viganò»

I cresimandi a Roma incitano il loro vescovo, ma sul web il coro viene frainteso. Il video postato come attacco a Bergoglio. Il parroco: «L’abbiamo scoperto a casa» 

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LUCCA. Fino a pochi anni fa si sarebbe parlato di un fraintendimento. Un disguido. Oggi non si può definirla che bufala o, se si preferisce, fake news. E, nonostante questo, la storia dei presunti cori contro papa Francesco che vede coinvolti (loro malgrado) un gruppo di ragazzini lucchesi continua a essere condivisa sui social network.

«Io non so davvero cosa ci sia da aggiungere a questa storia» commenta, fra lo sconsolato e il divertito, don Gilberto Filippi, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Lucca che mercoledì ha accompagnato in piazza San Pietro per l’udienza generale del papa, qualche decina di 12-13enni in attesa di essere cresimati.

Don Gilberto era presente quando, a fine dell’udienza di Bergoglio, dal settore della piazza occupato dai lucchesi si è levato un grido scandito. Che qualcuno ha “trascritto” - non è dato sapere se in buona o in cattiva fede - come “Vi-ga-nò, Vi-ga-nò”, Apriti cielo: nel giro di qualche minuto si è sparsa online la notizia che nel mezzo del colonnato del Bernini si inneggiava al nemico del papa, quel Carlo Maria Viganò che con un dossier di 11 pagine ha accusato il pontefice di aver coperto gli abusi pedofili del cardinale americano Theodor McCarrick. «Noi non ci siamo accorti di niente, nessuno ci ha detto niente - continua don Filippi -. Solo dopo abbiamo saputo che cosa era successo».

Ovviamente, i cresimandi lucchesi non avevano minimamente intenzione di attaccare il papa. E il grido che hanno scandito in piazza San Pietro non aveva nulla a che vedere con l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, quanto con l’arcivescovo di Lucca, Italo Castellani. Dunque, “I-ta-lo, I-ta-lo” e non “Vi-ga-nò, Vi-ga-nò”.

Monsignor Castellani (o meglio, don Italo, come ama farsi chiamare) era infatti in piazza San Pietro: «Lui è la nostra guida», spiega don Gilberto. E alla fine dell’udienza si è trovato a ricevere il saluto del papa: è stato in questo momento che è partito il grido spontaneo dei cresimandi lucchesi. «D’altra parte - precisa ancora don Filippi - che le parole pronunciate siano state queste lo si può capire chiaramente dal video che circola in rete».

C’è una piccola beffa del destino in questa vicenda. Perché monsignor Castellani, che il 1° luglio scorso è andato formalmente in pensione per aver raggiunto i 75 anni ed è dunque in regime di proroga, tutto è fuorché un oppositore di papa Francesco. Anzi, nei suoi anni alla guida dell’arcidiocesi lucchese ha spesso insistito sui temi sociali e, negli ultimi tempi ha messo l’accento sull’accoglienza dei migranti. E i migranti, lui, li ha accolti in prima persona negli immobili della diocesi, non esitando a scontrarsi con diversi esponenti politici locali. Ma si sa che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. O di chi vuole sentire solo quello che gli fa comodo.

 

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