Il Tirreno

Toscana

Bimbo caduto da 14 metri, la mamma racconta quei momenti: "L'ha salvato l'arcangelo Gabriele"

Samuele Bartolini
La finestra da cui è caduto il bambino
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La finestra da cui è caduto il bambino

Firenze, dimesso dal Meyer il piccolo di 20 mesi che sabato è precipitato dal quarto piano a Livorno: ha solo un graffio sul viso

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FIRENZE. Il piccolo è in braccio a sua madre nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Allunga le manine color nocciola per afferrare il cellulare. Un secondo, due secondi. Un minuto, due minuti. Lo schermo luminoso manda avanti uno dietro l'altro tutti i numeri fluorescenti che attraggono come una lanterna magica i suoi occhi neri. Spalancati di meraviglia. Vuole giocare con lo smartphone. Pensa a esplorare. Il volo da 14 metri dalla finestra di casa, sabato pomeriggio, a Livorno, è già archiviato. «Un miracolo dell’arcangelo Gabriele», dice la mamma con la convinzione della fede.

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Nigeriano di origine, livornese di adozione, il bambino ha venti mesi, è curioso e vivace come sono tutti i bambini della sua età. È un dettaglio che, in questi giorni, si trovi un un reparto del Meyer. Anzi la neurochirurgia dell'ospedale pediatrico è un ambiente accogliente, dai colori caldi dipinti alle pareti. E appare invincibile, avvolto nella coperta calda di Linus. Dalla coperta e dall'affetto della mamma che non lo lascia mai , oltre che dalle cure di dottori e infermieri.

Difficile capire se si è reso conto che cosa gli sia accaduto sabato, quando ha fatto un volo di 14 metri giù dalla finestra del quarto piano del palazzo di via Giordano Bruno a Livorno. L’unico segno di quell’incidente è solo un graffio sul faccino: «Sono sicura. L'ha salvato l'arcangelo Gabriele, lo ringrazio, Dio è grande e fedele», dice la mamma felice mentre tiene il figlio tra le braccia.

La mamma è cristiano- evangelica, ha una fede molto forte, frequenta una chiesa del suo credo a Livorno ed è convinta che Joseph sia salvo per il miracolo compiuto dall'arcangelo Gabriele. Lo ripete più volte mentre prova a ricostruire l'accaduto. E in fondo non è poi così difficile darle ragione. I

Volando giù dalla finestra il bimbo andava incontro a morte certa. E invece il cofano della macchina grigia parcheggiata proprio sotto casa ha impedito che si schiantasse a terra. Ora è vivo e non si è fatto niente. O meglio: il bimbo è «quasi illeso» come riferisce subito dopo la caduta la centrale operativa del 118 dell’Asl Toscana Nord. Ma la corsa al Meyer di Firenze è obbligatoria, il codice rosso pure.

A prima vista il bimbo non presenta nessuna lesione esterna, ma il sospetto di lesioni interne rimane. Invece non ci sono, malgrado la dinamica incredibile che la mamma ricostruisce per Il Tirreno. «Sabato pomeriggio ero in casa e stavo preparando da mangiare, avevo messo mio figlio nel box perché era troppo vivace. Poi mi sono girata, ho visto che non era più nel box e mi sono spaventata». Anche perché il box non era più nella posizione iniziale. Ma era in pratica sotto la finestra. «Penso che il bimbo lo abbia spinto, piano piano, verso la finestra, usando la forza delle manine e delle gambine, da dentro il box. Subito - prosegue la mamma - ho guardato giù dalla finestra, perché non è alta, e non ho visto nessuno in basso, per terra. Allora ho cercato anche in camera per vedere se il bimbo fosse con i fratelli. Niente, non era neanche lì. Allora sono corsa giù alla svelta e ho visto mio figlio seduto accanto al muro a poca distanza dall’auto dove era caduto e piangeva un pochino». A quel punto – continua la mamma - «l'ho preso subito in collo pregando a voce alta, sono risalita in casa e ho chiamato l'ambulanza».

Il resto è noto. Il bambino è stato portato di corsa al Meyer. Poi, giudicato fuori pericolo, è passato al secondo piano. Gli hanno fatto la tac, la radiografia, l'ecografia. E va tutto bene. I dottori lo hanno rimandano a casa. La mamma non ha dubbi. La mano protettrice dell'arcangelo Gabriele lo ha salvato.
 

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di Redazione web