Il Tirreno

Toscana

LA PREVENZIONE 

Test contro al febbre del Nilo su tutto il sangue donato

C.B.
Test contro al febbre del Nilo su tutto il sangue donato

Nuove regole per non bloccare le donazioni e restare a corto di scorte. L’esame diventa obbligatorio su ogni campione Si pensa a 15mila verifiche

3 MINUTI DI LETTURA





firenze

Via ai controlli sulle donazioni di sangue per verificare la presenza del virus della “Febbre del Nilo”. Così decide la giunta regionale: su tutte le donazioni di sangue sarà obbligatoria anche questo test specifico.

test su ogni campione di sangue

La prescrizione è una deroga al principio per cui chi abbia soggiornato nei territori in cui la malattia è presente non possa donare il sangue per almeno 28 giorni. Ma, vista la carenza di sangue e di donazioni in questo periodo, la Regione ha deciso di fare uno strappo alla regola e di accettare tutto il sangue disponibile a condizione che su ogni campione venga eseguito uno screening specifico per verificare che non ci sia il virus. Verrà eseguito, dunque, il test Wnv Nat, quello specifico sulla Febbre del Nilo, su ogni singolo campione di sangue donato in alternativa alla sospensione temporanea per 28 giorni delle donazioni da parte di chi ha passato almeno una notte in una zona a rischio contagio. La necessità è di mantenere scorte sufficienti di sangue e componenti derivati dalle donazioni.

Il provvedimento.

Il numero dei test da eseguire per lo screening sulla Febbre del Nilo è difficilmente determinabile dice la Regione: non solo la Toscana è estesa, ma non è possibile stabilire quante persone decidano di fare una donazione. Per stabilire dunque quanti kit predisporre è stato preso come parametro gli screening fatti negli anni passati. Inoltre è stato tenuto conto anche dell'eventuale estensione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità delle aree interessate dalla sospensione temporanea dei donatori: si prevede che vengano eseguiti circa 15.000 test sui campioni donati. Si tratta, parlando di denaro, di 165.000 euro per l’acquisto dei kit di analisi da parte dell’ospedale universitario di Careggi per l’intero territorio regionale.

La malattia

Il problema è che l’infezione umana è in oltre l’80% dei casi asintomatica, mentre nel restante 20% dei casi i sintomi sono quelli di una normale influenza; nell’0,1% di tutti i casi l’infezione virale può provocare sintomi neurologici simili a quelli della meningite. Il virus si trasmette tramite il sangue: dunque con le punture di zanzare e, appunto, le trasfusioni. Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni cinquanta, diffondendosi infine anche in altri Paesi.

I casi italiani

Di recente anche in Italia, ci sono stati dei casi e morti: il virus ha colpito per la prima volta in Emilia Romagna; poi in Friuli, a Udine. Un ricovero anche in Toscana: un turista 50enne, residente nel Novarese, è ricoverato nel reparto di malattie infettive all’ospedale di Massa. —

C.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web