Lutto
«La vera soluzione è prevenire che gli organi si ammalino»
Il dottor Adriano Peris precisa che la sostituzione di un cuore o di un polmone deve essere un’opzione ma neppure la principale
firenze
Prevenire le gravi insufficienze d’organo per lasciare il trapianto come opzione estrema. Questo l’obiettivo del Centro regionale, dice il responsabile Adriano Peris che punta anche a ridurre la lista d’attesa. Al momento, però, le criticità restano.
Intanto il Centro Nazionale Trapianti definisce «insufficiente per difficoltà organizzative» l’attività di trapianto di cuore.
«Molto è legato alla particolarità dell’organo: il cuore si può prelevare solo da pazienti sotto i 55 anni e nel 60% dei casi non sono comunque utilizzabili. I grandi centri - con 20/30 trapianti l’anno - utilizzano anche gli organi “marginali” non perfetti, ma funzionali. Nei centri toscani, dove si oscilla fra i 9-12 trapianti l’anno, si trapiantano solo i cuori estremamente sicuri. Anche perché da noi, a Siena, utilizziamo il “Vad” (il cuore artificiale) che è un’alternativa al trapianto d’organo».
Lei parla molto di alternativa al trapianto. Come la soluzione reale.
«Il trapianto deve diventare una delle opzioni delle gravi insufficienze di organi. La Toscana sta lavorando molto in questa direzione. Il dobbiamo trasformare il nostro sistema da trapiantocentrico a sistema delle gravi insufficienze d’organo dove il trapianto è una delle opzioni».
Che cosa significa?
«Significa avere una sanità nella quale la punta del sistema è la prevenzione. Perciò: 1) si deve lavorare per evitare di arrivare alle insufficienze di organo (ad avere organi che non funzionano più bene); 2) bisogna curare le insufficienze perché l’organo non diventi non funzionante e quindi non riparabile; 3) bisogna avere chiaro che il trapianto (salvo nel midollo per le leucemie) fa sopravvivere, ma non guarisce. Ci aiuta a vivere di più, ma l’insufficienza d’organo resta. Il trapianto di fegato è quello più risolutivo; quello di rene ha fatto passi da gigante; quello di polmone è importantissimo, soprattutto nelle persone giovani con fibrosi cistica».
Fra le criticità, il CNT segnala che per il trapianto di fegato «non vengono attuati i programmi di qualità (trapianto di segmenti, trapianti pediatrici e da vivente. E da donatore a cuore fermo)». Perché?
«Parliamo di programmi innovativi. Ma il centro di Pisa fa un’attività notevole di trapianti da cuore battente. E ci stiamo organizzando anche per i trapianti di segmenti di fegato, ma ci vuole tempo perché l’organizzazione è complessa. Dopo la pubblicazione di questo documento che ormai risale a quasi un anno fa a Pisa sono stati trapiantati anche polmoni da cuore fermo. Il documento è valido per molte osservazioni, ma per altre è superato da attività che sono già state avviate». —
I.B.
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