Il dolore
«Il cuore è il rischio immediato attenti anche agli altri danni»
l’esperto«È molto raro che un fulmine colpisca direttamente una persona. Di solito la persona è colpita da una scarica “trasmessa” da metalli. O da acqua». Ecco perché - spiega il dottor Alberto...
l’esperto
«È molto raro che un fulmine colpisca direttamente una persona. Di solito la persona è colpita da una scarica “trasmessa” da metalli. O da acqua». Ecco perché - spiega il dottor Alberto Conti, responsabile dell’Area di Pronto soccorso dell’Asl Toscana Nord - quando ci sono temporali in giro sarebbe bene «ripararsi in luoghi asciutti, lontano da elementi di ferro. O di metallo».
Dottor Conti, allora non si può essere colpiti direttamente da un fulmine?
«Essere colpiti in modo diretto da un fulmine per noi è alquanto raro, anche perché il corpo umano non è un buon conduttore. Non è un fenomeno impossibile, ma è raro».
Cosa intendiamo, allora, con l’espressione “essere colpiti da un fulmine”?
«A volte si può anche intendere in senso letterale. Ma se si pensa che la scarica va da 100/200mila fino a 1 milione di volts, è facile comprendere che una persona colpita direttamente viene ridotta in cenere. Di solito, però, si intende una persona colpita con scarica trasmessa».
Che cosa significa?
«Significa che un fulmine colpisce un oggetto e la sua scarica si trasmette a qualunque cosa incontri nel raggio di 5-10 metri almeno. Con una potenza fortissima sempre. Ma è meno pericola sia della scarica diretta che della scarica elettrica che possiamo prendere in casa».
Perché essere colpiti (indirettamente da un fulmine) può essere meno pericolo che prendere la scossa dalla corrente in casa?
«Perché la corrente “casalinga”, quella del quadro elettrico, è continua e se non ci si riesce a staccare può essere mortale».
Ma in quel caso - la scossa elettrica - avere un paio di scarpe di gomma non ci può salvare?
«Di gomma, meglio ancora di legno (o essere su una pedana di legno) o di cuoio».
Per i fulmini le calzature non funzionano da protezione, vero?
«È troppo potente».
Come ci colpisce il fulmine?
«Cerchiamo di semplificare al massimo. La scarica quasi sempre ha una porta di ingresso e una di uscita dal corpo. Se la porta di ingresso è ad esempio è la mano destra e quella di uscita la spalla sinistra, la scarica attraversa il torace, colpisce il cuore e lo arresta».
Ma il cuore in arresto può essere rianimato.
«Può essere rianimato. E finita la fase acuta si possono vedere anche i danni che il fulmine ha lasciato sul nostro corpo. Non solo attraverso l’elettrocardiogramma, ma attraverso specifici esami del sangue come le transaminasi e la mioglobina una proteina che misura il danno muscolare».
L’arresto cardiaco non è l’unico danno in caso sivenga colpiti da fulmine?
«L’arresto cardiaco è la conseguenza immediata e più pericolosa, ma non l’unico. Ci sono anzi conseguenze come le ustioni che possono peggiorare passata la fase acuta. E altre, come disturbo della vista e dell’udito, a casa dello scoppio che possono durare per un giorno o due».
Perché parla di ustioni e scoppi?
«Perché l’elettricità del fulmine, a contatto con la pelle, con il sudore, con l’umidità che possono contenere i vestiti (soprattutto durante i temporali) vaporizza i liquidi e determina piccoli scoppi e ustioni di primo, secondo, terzo grado. Soprattutto nel punto di ingresso. Nei bambini e negli anziani già ustioni fino al 20% sono un fattore di rischio grave; in un giovane sano fino al 20-30% non sono un fattore di rischio. Ma fra il 50 e il 70% sono quasi sempre mortali». —
ILARIA BONUCCELLI
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