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Toscana

omicidio a trieste 

Coltellate mortali al convivente arrestato l’ex fantino “Polacco”

Coltellate mortali al convivente arrestato l’ex fantino “Polacco”

Luciano Tarlao, 90 anni, è accusato di aver sgozzato l’amico nel sonno Al Palio di Siena ha corso più volte, ma solo in prova. E lo faceva senza briglie

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TRIESTE

Lo accusano di aver sgozzato nel sonno il suo coinquilino Mauro Vazzano, 44 anni, di averlo colpito con una serie di coltellate al petto e al collo fino a lasciarlo nel letto in una pozza di sangue. Un delitto orribile che si fa fatica ad attribuire a Luciano Tarlao, 90 anni , conosciuto come “il Polacco” per la provenienza del padre. Una vecchio con un passato da fantino, innamorato dei cavalli e ora dei gatti che sfamava nel quartiere andando a comprare per loro le scatolette al supermercato. Un uomo che tutti definiscono “mite e gentile”.

Eppure qualcosa deve essere scattato nella sua testa, perché gli indizi nei suoi confronti sono pesanti. Ed è pesante il contesto: l’omicidio sarebbe avvenuto una decina di giorni fa. Tarlao ha continuato la sua vita come se niente fosse, mangiando, dormendo, uscendo di casa e rientrando, sempre con quel cadavere ormai in decomposizione nella stanza accanto. Sono stati i vicini a dare l’allarme, nauseati dal puzzo che dall’appartamento si spandeva il tutto condominio. Tarlao e Vazzani non erano parenti, vivevano insieme probabilmente per condividere le spese. Una convivenza non sempre facile, secondo i condomini che dicono di averli sentiti litigare spesso.

Il Polacco girava spesso nel quartiere con il suo zaino in spalla e le borse di plastica in mano, qualche volta frugava nei cassonetti. Tutti sapevano del suo passato di fantino e a volte ne parlava ancora a chi si fermava a scambiare due chiacchiere con lui. Aveva amato i cavalli e sognato il Palio di Siena, ma non lo aveva mai corso. Partecipazioni alle prove, tante presenze alle tratte dove si scelgono i cavalli, ma non era mai riuscito a girare in Piazza del Campo nel giorno da raccontare. Il Palio era rimasto il suo sogno mancato. A Siena gli appassionati lo ricordano come un bravissimo cavaliere, l’unico capace di cavalcare senza briglie in sella al suo “Sputnik”, guidato con la sola forze delle gambe serrate al corpo dell’animale.

Nel suo passato c’era anche un momento di gloria televisivo, quando nel 1957, poco più che trentenne, aveva vinto una puntata di “Lascia o raddoppia?”, il mitico celebre quiz di Mike Bongorno, rispondendo a domande sula stoiria degli Stati Uniti.

Piccoli lampi di un’esistenza vissuta da un certo momento in poi nell’oblio, dopo aver lasciato Siena e la Toscana (aveva vissuto per anni a Castiglion Fiorentino) ed essere tornato a Trieste dove era nato. Nel quartiere lo descrivono come una persona schiva e riservata, ma anche lucida e perbene. Anche in questi giorni, con il cadavere del coinquilino in casa, lo avevano visto passeggiare come sempre e dar da mangiare ai gatti di una colonia felina. Le cose di sempre. Si è fermato anche in farmacia per acquistare cerotti, garze e medicine. Per curarsi un taglio alla mano.

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