Il Tirreno

Toscana

Sgozzato nel sonno dal convivente, arrestato un ex fantino

La scientifica di fronte all'abitazione dove si consumato il delitto (foto da Il Piccolo di Trieste)
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La scientifica di fronte all'abitazione dove si consumato il delitto (foto da Il Piccolo di Trieste)

Trieste: il delitto risale a più di una settimana fa, la vittima era nel letto in un lago di sangue. Il novantenne accusato ha continuato a vivere nell'abitazione con il cadavere nella stanza accanto. Conosciuto al Palio di Siena e in altre manifestazioni toscane

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TRIESTE. E' un anziano ex fantino molto conosciuto in Toscana l'uomo arrestato a Trieste con l'accusa di aver ucciso il suo convivente accoltellandolo ripetutamente nel sonno.

Luciano Tarlao, conosciuto come il Polacco,  è stato arrestato dopo un lungo interrogatorio. L'anziano protagonista di tante Tratte sul tufo al Palio di Siena e di tanti altri palii in Toscana è indagato per il delitto di Mauro Vazzano, 44 anni, trovato morto in una casa popolare del rione di Gretta a Trieste. Vazzano, intestatario del contratto di affitto, divideva l'appartamento da circa un anno proprio con Tarlao. Al momento, l'ex fantino si trova nel carcere del Coroneo. L'uomo nega di aver ucciso il 44enne, ma gli inquirenti parlano di "numerose contraddizioni" emerse nel corso dell'interrogatorio. Si continua a indagare per capire se nella vicenda siano coinvolte altre persone.

Pur non avendo mai corso il Palio di Siena, il Polacco è stato un vero protagonista della Festa senese con 4 prove disputate (nel 1969 nel Bruco, due nel 1970 nella Civetta, nel 1972 nella Selva). Nel passato del Polacco c'è stato anche un momento di gloria televisiva quando nel 1957 fu uno dei vincitori della trasmissione di Mike Bongiorno "Lascia o raddoppia?".

Vazzano è stato accoltellato al petto, poi alla gola, più e più volte. L’assassino voleva probabilmente essere sicuro di aver ucciso. Non si spiegherebbero altrimenti quei tagli trovati al collo, inferti uno dopo l’altro con una folle sequenza omicida. Quasi meticolosa. Vazzano forse è stato ammazzato di notte, nel sonno. L’unico sospettato del delitto è appunto il novantenne Tarlao con cui Vazzano condivideva l’alloggio Ater al terzo piano di via Santi 7.

L’anziano ha continuato ad abitare nell’appartamento, dormendo nella stanza accanto al cadavere, per oltre una settimana. È proprio grazie all’insopportabile fetore emanato dal corpo in decomposizione, ormai diffuso in tutto il condominio, che martedì è stato rinvenuta la salma. I vicini, insospettiti dall’odore nauseabondo, avevano allertato la municipale e i vigili del fuoco. Di qui la macabra scoperta. Vazzano era riverso sul letto con addosso la sola biancheria, in un lago di sangue, con il corpo ricoperto da un cumulo di vestiti e giubbotti. Un modo per evitare che l’olezzo si espandesse. 

Vazzano e Tarlao non erano parenti. Abitavano assieme nella casa popolare di Gretta forse semplicemente per condividere le spese. Dalle prime ricostruzioni, confermate dagli inquilini del palazzo, sembra che la vittima e l’indagato litigassero spesso. I vicini li avrebbero sentiti urlare, l’ultima volta, il 7 agosto. La mattina successiva, quella dell’8, Tarlao si era peraltro recato in una farmacia del rione per acquistare delle medicine per curarsi un taglio alla mano sinistra. La Scientifica, nel corso delle ricerche sulla scena del crimine, ha rinvenuto anche un grosso coltello appuntito, nascosto sopra un mobile della cucina. Con molta probabilità l’arma del delitto. La lama era lavata, ma c’erano ancora segni. Schizzi di sangue sono spuntati pure su un paio di scarpe del novantenne, sia sulla parte superiore che sotto le suole.

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di Redazione web