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Neonato ucciso dal batterio, ma non si sa dove l’abbia preso

ILARIA BONUCCELLI
Neonato ucciso dal batterio, ma non si sa dove l’abbia preso

Massa, l’Asl conferma che il bimbo di 2 mesi è stato stroncato dallo streptococco che ha causato una meningoencefalite: «Corretto l’agire del sistema sanitario»

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Firenze

Il neonato è morto. L’Asl Toscana Nord Ovest non ha alcuna colpa. Il sistema sanitario si è comportato da manuale. Questo il risultato dell’indagine interna sul decesso di un bimbo di Massa che a meno di 2 mesi è stato stroncato da una meningoencefalite da streptococco di tipo B: infiammazione acuta delle meningi e dell'encefalo causata da un batterio aggressivo.

L’indagine, però, non chiarisce come il bimbo abbia contratto questa infezione, definitiva “tardiva” perché non si è manifestata subito dopo la nascita ma fra i 7 e i 90 giorni di vita. Nel caso specifico intorno ai 30 giorni.

Gli accertamenti dell’Asl, dunque, chiariscono che: 1)durante la gravidanza la mamma era stata sottoposta ai test per verificare se fosse affetta da infezione da streptococco come prevede il protocollo sanitario in Toscana; 2) la mamma era risultata positiva allo streptococco; 3) la mamma era stata sottoposta alla terapia antibiotica durante il parto per evitare il contagio del neonato come da protocollo sanitario. Infatti il bimbo nasce «sano» e dopo 3 giorni viene dimesso dall’ospedale.

Allora come viene contratta l’infezione letale da streptococco? La trasmissione può essere avvenuta sia dalla mamma ma con possibilità ridotte, dicono gli esperti; oppure ci può essere stata una trasmissione in comunità. Una risposta certa in questo senso non viene data.

«La perdita di un bambino è sempre un evento doloroso - esordisce la nota ufficiale dell’Azienda sanitaria - e innanzitutto la direzione aziendale e tutti gli operatori esprimono vicinanza alla madre e alla famiglia I risultati dell’autid (l’indagine interna) hanno messo in evidenza come l’intero percorso assistenziale sia stato correttamente gestito secondo le linee guida regionali, all’avanguardia sia Italia sia all’estero», evidenzia Tommaso Bellandi, direttore del rischio clinico per l’Asl Toscana Nord Ovest. E in effetti la Toscana risulterebbe la regione con il più basso tasso di mortalità natale in Italia (per l’Istituto Superiore di Sanità) e con uno dei tassi più bassi nel mondo.

Eppure il neonato di Massa ha contratto l’infezione. Ma - ribadisce il dottor Bellandi - la paziente «ha avuto una gravidanza a basso rischio e ha seguito i protocolli aziendali e regionali per il percorso nascita, che comprendono l’esecuzione del tampone vaginale per valutare il rischio di infezioni da streptococco di tipo B e, l’eventuale terapia antibiotica in caso di positività. Sia il parto, sia il decorso hanno avuto un buon esito, sia per la madre sia per il neonato, che sono stati dimessi dopo tre giorni. Il bimbo è stato colpito da una forma di tipo tardivo, si manifesta tra 7 e 30 giorni di vita, senza localizzazione o con infezioni locali, quali anche la localizzazione meningea o l’ascesso cerebrale. L’incidenza varia tra lo 0,5 e l’1,8 di casi ogni 1000 nati vivi». Però ci sarebbe un’altra considerazione. Per gli esperti la profilassi anti-streptococco durante il parto (eseguita sulla mamma) è efficace in caso di infiammazione “precoce”: se la malattia si presenti entro i 7 giorni di vita del neonato; ma non sarebbe altrettanto efficace per la malattia a esordio tardivo, come nel caso di Massa. Una considerazione che lascia dubbi sulle modalità di trasmissione del batterio.

ILARIA BONUCCELLI

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