Il Tirreno

Toscana

Le imprese lavorano 224 giorni solo per pagare le tasse

Alessandro Bientinesi
Le imprese lavorano 224 giorni solo per pagare le tasse

Ecco i dati toscani sulla pressione fiscale. A Livorno e Grosseto le aziende producono fino ad agosto per pagare le imposte. Pesano molto i “rifiuti”

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LIVORNO. Ha lavorato più di 200 giorni. Mesi di fatica e sacrifici e adesso il piccolo imprenditore può mandare in ferie i suoi cinque dipendenti e godersi un po’ di meritato riposo. Non sa, forse, che tutti i suoi sforzi sono serviti soltanto a togliersi di dosso il fardello di tasse e contributi. Tari, Imu, addizionali di vario genere, Irap. Sigle che per un’impresa in Italia pesano per il 61,4%. Solo dall’11 agosto 2018 sarà possibile lavorare per i consumi familiari.

In Toscana in molti casi la situazione è anche peggiore. A Livorno un’azienda lavora per 226 giorni all’anno solo per pagare imposte e contributi. Non va meglio a Grosseto, dove la morsa del fisco fa piazzare la città, già inserita in una delle aree di crisi, al 119° posto sui 137 Comuni italiani presi in analisi da Cna: qui un medio imprenditore paga il 65,3% di tasse sul reddito. Il fanalino di coda, però, è Firenze, precipitata al 134° posto. Il primo giorno in cui l’azienda finirà di pagare le tasse e inizierà a lavorare per i consumi privati è addirittura il 10 settembre. Più di 9 mesi, il tempo di una gravidanza, prima di mettere alla luce dei veri utili spendibili senza passare da tariffe, bollette, costi di vario genere. Ben 41 giorni più tardi rispetto al tax free day nazionale.

Prima del 23 luglio nessuna azienda in Toscana può celebrare il giorno di liberazione dalle tasse. Nella classifica dei 137 Comuni presi in analisi da Cna, nei primi dieci posti c’è un sola città toscana. Arezzo, infatti, è al 9° posto con le sue aziende che finiscono di pagare i tributi il 23 luglio. Ben 19 giorni prima della media nazionale e un mese e mezzo in anticipo rispetto alla vicina Firenze.

Per trovare le altre due città bisogna andare al 25° e 29° posto. Dove troviamo Massa con il tax free day celebrato il 30 luglio. Mentre a Carrara, con ogni azienda che paga il 58,3% di tasse sul reddito, ci si libera del fardello contributivo il giorno successivo.

Nei primi 50 posti troviamo anche Prato, con 216 giorni lavorati per pagare i tributi, Lucca e Pistoia appaiate a quota 218 giorni.

Non se la passano bene le aziende di Pisa, che impiegano 225 giorni per liberarsi dalle imposte e celebrano il tax free day proprio oggi, 12 agosto. Livorno, come detto, il 13 agosto e a Grosseto si arriva a fine mese, il 25 agosto.

Il rapporti di Cna prende i dati contabili di un’impresa con 4 operai e un impiegato. Il reddito d’impresa di circa 50.000 euro e con un laboratorio artigiano di 350 mq e un punto vendita di 175 mq. A incidere maggiormente, oltre al peso fiscale a livello nazionale, è il catasto. Per il quale da anni si chiede una riforma adeguata. A Grosseto, infatti, il valore catastale di un laboratorio artigiano è di 470.000 euro, ma il suo valore commerciale reale sarebbe di 353.000. Una differenza, pagata in termini di Imu e Tari, del 24,8%. Va peggio a Livorno, dove il valore catastale è di 305.000 euro e quello di mercato di 172.000, una differenza del 43,6%.

Differenze sostanziali anche per la Tari. Se non si considerasse la superficie come base di calcolo ma l’effettiva produzione di rifiuti il risparmio potrebbe essere notevole. A Livorno l’azienda risparmierebbe 798 euro.

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