Sicurezza
La Regione al governo: «Vogliamo abbattere i lupi»
Remaschi con gli assessori di Trento e Bolzano propone soluzioni comuni: gestire i branchi in autonomia e uccisioni selettive. «Pronti a rivolgerci alla Ue»
firenze
La Regione Toscana ha deciso la linea da seguire per arginare il problema delle predazioni di greggi e bestiame da parte di lupi e incroci tra lupi e cani: abbattere i predatori, compresi i lupi, fino a qualche anno fa a rischio estinzione e oggi animali protetti.
In un incontro in Trentino, gli assessori all’Agricoltura della provincia autonoma di Trento, Michele Dallapiccola, dalla provincia autonoma di Bolzano, Arnold Schuler, e della Regione Toscana, Marco Remaschi, hanno concordato di scrivere nei prossimi giorni alla commissione Politiche agricole del parlamento, perché convochi un incontro con il governo per sollecitare una rapida approvazione del Piano lupo, in stallo da anni. Il Piano prevede l’abbattimento dei lupi in deroga alla direttiva europea Habitat che da 26 anni tutela questa e altre specie. In una prima versione del 2015, la percentuale di abbattimenti prevista era del 5% sull’intera popolazione nazionale; successive revisioni hanno cancellato la quantificazione, col risultato che, se la richiesta va in porto, gli abbattimenti potrebbero essere superiori. E proprio la possibilità di uccidere i lupi ha sempre frenato le Regioni, tutte tranne Toscana, Emilia e Umbria, e le province autonome di Trento e Bolzano. In Toscana le predazioni sono una piaga per il settore dell’allevamento. Il Cirsemaf (Centro interuniversitario di ricerca sulla selvaggina) ha stimato nel territorio regionale 109-110 branchi di 5 lupi l’uno. Secondo un calcolo del progetto Medwolf, nel solo Grossetano i predatori sono un centinaio, la metà lupi puri. «Se l’approvazione integrale del Piano lupo tarderà – dice Remaschi – chiederemo una deroga alla direttiva e se anche questa non verrà concessa, chiederemo un incontro alla Commissione europea. Dalla piccola e Schuler hanno già un appuntamento il 4 settembre».
Remaschi annuncia anche che la Toscana procederà all’approvazione di una propria legge per gestire in autonomia gli abbattimenti, sulla scorta di un testo simile già varato dal Trentino e che il ministero ha già annunciato che impugnerà. Ma in che percentuale saranno abbattuti i lupi? Chi imbraccerà il fucile? E che ne sarà delle misure di contenimento attuate finora?
«La quantità dei prelievi va valutata in chiave scientifica – dice Remaschi al Tirreno – quanto agli autori dei prelievi, è un tema da disciplinare. Vorremmo continuare a fare opere di prevenzione, recinzioni, bandi di rimborsi, le catture di ibridi e uso di cani da guardianìa. Ma tutto questo non è ancora sufficiente, il mondo degli allevatori non ce la fa più, si rischia l’abbandono della zootecnia e dei territori. Il mio interesse è mettere al sicuro il lupo puro e renderne sopportabile la presenza nell’ecosistema».
E mentre la sottosegretaria all’Ambiente Vannia Gava spinge per il Piano lupo, la Lav chiede al ministro Costa di «confermare il no all’uso dei fucili», l’Enpa parla di «offensiva senza precedenti», il Wwf sottolinea la «assoluta non efficacia degli abbattimenti» e la mancanza di finanziamenti per prevenire gli attacchi. —
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