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«Come fai a non accettare un impiego a 3 euro l’ora se non hai i soldi per vivere?»
LE TESTIMONIANZE «Per necessità si accetta anche un salario da fame». Un salario che umilia. Si confrontano senza remore i lettori de Il Tirreno che partecipano al dibattito sul lavoro sfruttato,...
LE TESTIMONIANZE
«Per necessità si accetta anche un salario da fame». Un salario che umilia. Si confrontano senza remore i lettori de Il Tirreno che partecipano al dibattito sul lavoro sfruttato, riacceso dal caso della cameriera di Lucca pagata 3,5 euro l’ora in un ristorante.
Significativa è la testimonianza di Stella Bozzato: «Come fai a non accettare se muori di fame nel vero senso della parola e le istituzioni non ti danno una mano? Parlo per esperienza personale. Non puoi rifiutare se non hai neanche i soldi per mangiare una scatoletta di tonno o un pezzo di pane: Mia madre ha trovato solo un lavoro da badante a Lucca per 3 euro l’ora». Le dà ragione Luigina Schenone che ha vissuto un’esperienza analoga in famiglia: « Mio figlio, rimasto disoccupato, ha lavorato due stagioni in uno stabilimento balneare : dalle 6 del mattino alle 18/18, 30. Lavorava al nero: aveva figli e doveva mangiare. Riscuoteva 1.200 euro al mese e non aveva mai un turno di pausa».
I casi sono diffusi in tutta la Toscana. Non sono sporadici. Eleonora Piparo racconta: «C'ero anche io in questa condizione: assunta come lavapiatti e ritrovata a fare lavapiatti, cameriera, barista per 3,50 l'ora quando andava bene. Sono venuta via perché il datore di lavoro aveva cominciato anche a non pagarmi più i servizi che mi doveva e mi riprendeva pure in malo modo davanti alla clientela, solo perché quando andavo a sparecchiare i tavoli e rientravo nel retro della cucina mi soffermavo anche a fare la lavastoviglie, in modo da potermi tenere in pari con l'orario di chiusura del locale». Rincara Michela Calevro: «Stesso contratto cameriera a tre euro l'ora a chiamata che poi sappiamo benissimo che “a chiamata” è scritto solo sul contratto. In realtà lavori tutti i giorni senza il giorno di riposo che però bisogna dire di aver avuto il giorno prima nel caso arrivassero controllo. La colpa è nostra che accettiamo. Per fortuna ho fatto solo due stagioni a queste condizioni». Non è meravigliata Marisol Costa che commenta: «È risaputo che funziona così, ma nessuno controlla mai. Basterebbe appostarsi e sorvegliare il dipendente in entrata e in uscita. Tutti sanno ma nessuno vuole fare nulla. E se non sottostai a queste regole non lavori. C’è anche chi prende appena 2,5 euro l’ora. E senza poter avere ferie o malattia. Se stai male recuperi rinunciando al giorno di riposo». In realtà sembra che ci sia chi guadagna anche meno. Questo, almeno, è quando denuncia Chiara Spinelli: «Venite a Montecatini e vedete come sono ben pagate le persone specie negli alberghi: 2 euro l'ora per fare di tutto , dalla cucina alle camere, 13 ore al giorno. Svegliatevi sindacati». —
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