Toscana
Firenze e Siena vanno ma nell’area costiera l’economia non riparte
Riviste al ribasso le stime di crescita (da 1,3 a 1%) Fra i dati positivi il calo della disoccupazione (da 9,1 a 8.3%)
FIRENZE
Nel 2018 la Toscana cresce ma meno del previsto e l’economia regionale si conferma a due velocità: il centro fa da traino, in testa le Province di Pistoia, Firenze e Siena, mentre la costa e il sud faticano a stare al passo. È Prometeia a rivedere le stime della crescita al ribasso attestandola all’1% invece che all’1,3. E il terzo focus annuale di Ires-Cgil le riprende.
«Il rallentamento è dovuto agli elementi di incertezza del quadro economico internazionale che pesano su una regione come la Toscana, fortemente vocata alle esportazioni», spiega il presidente di Ires Toscana Gianfranco Francese. Il treno della ripresa è messo a rischio dalle tensioni sui mercati mondiali alimentate dalle politiche neoprotezionistiche di Trump. Così i toscani preferiscono tenere i loro risparmi in banca: i depositi bancari a fine 2018 saliranno a 65 miliardi rispetto ai 45 del 2011.
C’è la lieve crescita dell’export (+0,9%) nel primo trimestre 2018. Ma anche il forte aumento di occupati nel primo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 (+24.200), così la disoccupzione è scesa dal 9,1% all’8,3%. Con un calo della Cig nei primi sei mesi dell’anno pari al 37% rispetto al 2017.
Preoccupano le province di Massa Carrara, Lucca e Grosseto. Nel 2017 Massa Carrara ha visto un forte calo delle esportazioni (-10,3%) rispetto al 2017 per le difficoltà dell’azienda metalmeccanica leader nelle esportazioni: la Nuovo Pignone. La disoccupazione rimane molto alta al 15%. La provincia di Lucca ha una crescita del settore industriale e delle esportazioni nella media (+1,7%), ma vede incrementare la disoccupazione dell’1,1%, per l’andamento negativo della nautica e il blocco dell’edilizia. C’è poi il capitolo provincia di Grosseto. Anche se l’export è cresciuto del 18% nel 2017, lo sviluppo rimane modesto con la Cgil Grosseto che fa 4 denunce di caporalato al mese e segnala 300 lavoratori schiavizzati in agricoltura. Tra le province del centro che fanno da traino all’economia spicca Firenze. Impressionano i dati delle esportazioni nel periodo 2013-18: +29%. Vanno bene l’industria (+13%) e il terziario (+4, 5%). Gli occupati crescono nel quadriennio del 7, 6%, mentre i disoccupati decrescono del 13, 2%. —
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