Il Tirreno

Toscana

le guerre interne al pd in toscana 

«Congresso spinto da chi vuole decidere i candidati alle elezioni»

I.B.
«Congresso spinto da chi vuole decidere i candidati alle elezioni»

Gli ex orlandiani contro i renziani per il rinnovo della dirigenza regionale: «La fretta serev solo a ricollocare i vecchi vertici che pensano di restare fuori» 

3 MINUTI DI LETTURA





Firenze

Congresso regionale presto, ma non subito. A metà novembre. Non il 14 ottobre, come concordato. La richiesta viene formalizzata dall’ala «a sinistra» del Pd. Quella che fino a poche settimane fa sarebbe stata definitiva degli Orlandiani. Oggi, però, preferisce identificarsi con quanto sta a sinistra di Renzi. Per rimancare le distanze dalla precedente dirigenza toscana, vicinissima all’ex premier.

Dure le parole di Valerio Fabiani , ex segretario della Val di Cornia del Pd che, con la consigliera regionale Alessandra Nardini, guida il “partito del rinvio “del congresso regionale: «Più che interessati alle ansie dei toscani - dice - quelli che vogliono il congresso a metà ottobre sono interessati a ricollocare quel pezzo di gruppo dirigente che pensa di restare fuori dai giochi. Il vero obiettivo di questo congresso è stabilire chi darà le carte (e sceglierà le candidature) per le comunali del 2019 e, soprattutto per le regionali del 2020». Ma secondo Fabiani se il Pd non coglie l’occasione di questo congresso per affrontare una discussione vera sul crollo del partito, sui cambiamenti della società toscana, sulla crisi del lavoro e le crisi «aziendali, perdiamo l’ultima occasione di evitare il disastro. Per questo vogliamo denunciare che la discussione sul congresso si è aperta solo sui nomi del possibile segretario. Siamo alla corsa per le primarie: il dibattito è surreale».

I detrattori degli ex orlandiani dicono l’esatto contrario: l’ala a sinistra del partito vuole rimandare il congresso «benché lo stesso Fabiani avesse firmato un accordo per il 14 ottobre» perché non trova la quadra sul candidato. Insomma, gli (ex ) orlandiani non sarebbero in grado di arrivare al 10 settembre con un candidato unitario.

In realtà, in questo momento le candidature alla segreteria regionale mandano in ebollizione tutte le componenti del Pd toscano. I renziani ortodossi, vicini all’ex ministro Lotti, e all’ex segreteria guidata da Dario Parrini e Antonio Mazzeo, sembra puntare sul sindaco di San Casciano, Massimiliano Pescini, un emergente che potrebbe unire.E che potrebbe essere appoggiato anche dall’ex sottosegretario Antonello Giacomelli che, però, avrebbe “sdoganato” pure la candidatura del responsabile nazionale per la Sanità, l’ex deputato Federico Gelli: il pisano, sostenuto da tutti gli scontenti, i parlamentari non riconfermati, trova un certo sostegno anche nell’assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi che, in caso di candidatura unitaria, però potrebbe convergere su Pescini. Se così non fosse, il Pd toscano si sfalderebbe: infatti, se oltre a Pescini e al candidato ex orlandiano (si fanno i nomi di Fabiani, Emiliano Fossi sindaco rieletto a Campi Bisenzio o anche di Alessandra Nardini) ci fosse un terzo aspirante alla segreteria regionale, le candidature si moltiplicherebbero. Potrebbe spuntare quella del consigliere regionale ed ex sindaco di Piombino Gianni Anselmi, E anche quella dell’ex vice segretario regionale Antonio Mazzeo (che non si candiderebbe, invece, in caso di confronto diretto fra renziani ed ex orlandiani). Se, poi, ci fosse come “outsider” Gelli il suo peso determinante: diventerebbe l’ago della bilancia viste le regole di elezione. Perciò altre candidature potrebbero servire anche a neutralizzare il suo potere nel confronto. —

I.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa