Sicurezza
«Una patologia mortale nell’80% dei casi»
firenzeUna patologia rara, a cui pochi si interessano. È stato questo che ha spinto il Professor Antonino Morabito, 21 anni fa, a lasciare l’Italia e trasferirsi a Manchester. Ed è anche la ragione...
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Una patologia rara, a cui pochi si interessano. È stato questo che ha spinto il Professor Antonino Morabito, 21 anni fa, a lasciare l’Italia e trasferirsi a Manchester. Ed è anche la ragione che lo ha portato, dal 1 maggio di quest’anno, a tornare indietro, e a dirigere l’area chirurgica dell’unità di ricostruzione intestinale dell’ospedale Meyer di Firenze. Una storia di fuga di cervelli al contrario. Manchester era un centro di eccellenza per la ricostruzione intestinale, lì è stata eseguita il primo intervento di allungamento intestinale nel 1982.
«Mi sono trasferito per imparare, per capire questa condizione che ha un tasso di mortalità dell’80%», spiega Morabito, che adesso, a 52 anni, è il massimo esperto della sindrome dell’intestino corto congenito in Europa. Partito per sei mesi, vi è restato 21 anni, ha eseguito un centinaio di operazioni di questo tipo e ha messo a punto la sua tecnica di ricostruzione. Fino alla chiamata del Meyer che gli ha proposto un progetto sulla chirurgia pediatrica e neonatale, con la costituzione di un unità che si occupa specificatamente di ricostruzione intestinale. Un’offerta che non si poteva rifiutare a cui è seguita la costituzoine di un team composto dai dottori Flavio Facchini, Roberto Lo Piccolo, Riccardo Coletta, Marco Ghionzoli e Alessandra Martin affiancato da nutrizionisti e gastroenterologi all’avanguardia. Poiché ciò che è fondamentale per la riuscita del progetto è il lavoro di squadra, la collaborazione interdisciplinare. —
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