Italia
«Ho vinto il Nobel matematico svelando il volo delle nuvole»
Alessio Figalli, ex allievo della Normale di Pisa, ha messo a punto un’equazione che risponde a una domanda vecchia 2800 anni. «Il meteo avrà nuovi modelli»
PISA
Chiudete gli occhi per un attimo. Immaginate l’ultima volta che vi siete sdraiati su un prato guardando verso il cielo. Le nuvole sopra di voi, spinte dal vento, hanno forme modellate dalla vostra fantasia. Avete provato a capire perché si muovono proprio così. Una domanda antica, che gli uomini si fanno fin dalla fondazione di Cartagine e sulla quale Napoleone ha speso una fortuna. Una domanda alla quale sembrava impossibile rispondere. Impossibile fino a che Alessio Figalli, matematico di 34 anni ex allievo della Scuola Normale di Pisa, guardando come voi verso il cielo ci è finalmente riuscito. Svelando con numeri ed equazioni uno dei misteri più belli della natura.
Studi così rivoluzionari da fargli conferire, 44 anni dopo Enrico Bombieri, la medaglia Fields, il Nobel della matematica. Riconoscimento assegnato ieri a Rio De Janeiro nel primo giorno del congresso internazionale di matematica.
«Sappiamo che le nuvole sono composte da vapore acqueo - ha detto Figalli in Brasile - ma nessuno dagli anni 90’ a oggi era riuscito a trovare l’equazione per dimostrare lo spostamento di ogni singola particella. Con i miei collaboratori ho sviluppato la teoria necessaria e l’ho applicata per risolvere equazioni della meteorologia. Per un’applicazione diretta ci vorranno anni, ma ora diventano possibili applicazioni concrete per modelli meteo». Tutto nasce dalle bolle di sapone.
«La bolla di sapone è la rappresentazione in scala migliore proprio delle nuvole. Studiando la stabilità di questi oggetti nella vita reale sono arrivato ai risultati che mi hanno portato a questo premio» ha aggiunto Figalli.
Un talento che alla Normale non pensava neppure di entrare. «Ho fatto il liceo classico a Roma prima di provare a entrare alla Normale - racconta Figalli che oggi insegna all’Eth di Zurigo -. Ero certo di non superare il test di ingresso. Quando sono andato a vedere i risultati stavo per andare a fare il test del Sant’Anna. Ho scoperto di avercela fatta e lì ho capito che sarei stato un matematico, tra le emozioni più belle della mia vita».
Figalli, che passerà anche il test d’ingresso al Sant’Anna, alla Normale si rende conto di dover recuperare terreno rispetto ai compagni. Delle piccole lacune che lo fanno chiudere per ore e ore in una sala studio. «In qualunque momento della giornata uno andasse nell’aula Timpano per studiare, trovava Figalli - racconta Alberto Saracco, ex Normalista e ora ordinario a Parma -. Tanto che quell’aula ora è conosciuta come aula Figalli. Alessio, però, ha trovato tempo e spazio per coltivare molti interessi. Dallo sport alle amicizie. E anche con le ragazze aveva un discreto successo». E come poteva essere altrimenti, con un ragazzo che parla di nuvole e bolle di sapone. Nel suo cuore, però, ora c’è solo Mikaela. «Siamo sposati da un anno e mezzo, anche lei è una docente di matematica e insegna nel Regno Unito - spiega Figalli -. Cerchiamo di vederci ogni dieci giorni. Non è facile essere lontani».
Il genio della matematica è allievo di Luigi Ambrosio, l’unico italiano che interverrà di fronte a 5000 matematici durante il congresso di Rio. «Alessio è un talento eccezionale e ha una personalità carismatica - ha detto Ambrosio -. E la medaglia Fields premia tutta la tradizione matematica italiana e di Pisa». —
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