Sicurezza
Naufraga della Concordia segregata in casa
Disabile, privata della carrozzina, costretta a letto dall’ex, altro sopravvissuto della Costa: in comune ancora il conto corrente
È sopravvissuta al naufragio della Costa Concordia: quella notte, se non fosse stato per lui - secondo quanto l’uomo andava a raccontare a giornali e programmi televisivi - nessuno sarebbe intervenuto per salvare la donna disabile. Ora però quell’uomo attento e affettuoso, l’uomo che da diversi anni le era legato sentimentalmente, sembra essersi trasformato nel suo «aguzzino». Così è stato definito dal ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, l’uomo di 37 anni di Cremona che l’avrebbe tenuta segregata in casa, chiusa a chiave all’interno di appartamento che i due avevano preso in affitto da meno di un anno in centro ad Alessandria, approfittandosi di lei, 47 anni, invalida, per derubarla della pensione. Una storia di disagio e abbandono che ha avuto il suo epilogo grazie alla segnalazione alla polizia municipale da parte dei vicini di casa che di fatto le hanno salvato la vita.
«Ci hanno chiamati dicendo che dall’appartamento veniva fuori un odore nauseabondo - spiega il comandante della polizia municipale, Alberto Bassani - e in effetti gli agenti, una volta entrati, si sono trovati davanti a una situazione al limite con tutte le finestre chiuse, un caldo asfittico e la signora in stato confusionale nel letto insieme a due cani».
La donna, originaria di Carpi, con problemi di deambulazione e che per muoversi non può fare a meno della sedia a rotelle, era stata costretta a espletare i suoi bisogni fisiologici sul letto: a quanto pare, i cani facevano lo stesso. Il quotidiano La Stampa riporta anche che la sedia a rotelle è stata trovata in un’altra stanza, inaccessibile per la donna e che i due avevano un conto cointestato su cui lei riceveva ogni mese la pensione di invalidità. «Fino a poco tempo fa - aggiunge il comandante - la donna si alzava dal letto e usciva di casa con la sedia a rotelle. A destare il sospetto dei vicini è stato anche il fatto che non la incontravano più. Comunque quando siamo arrivati lì non sapevamo che situazione ci saremmo trovati davanti. Il quadro si è aggravato man mano che le indagini sono andate avanti e ora si stanno valutando anche altre ipotesi di reato come il maltrattamento degli animali».
Stando a quanto riporta sempre il comandante, all’arrivo degli agenti l’uomo, che la donna avrebbe conosciuto in chat nel 2011, non si trovava in casa. Anche perché a quanto pare la loro relazione era chiusa già da tempo e lui andava nell’appartamento di corso Brescia solo per darle da mangiare due volte al giorno. «Abbiamo aspettato che rientrasse a casa - spiega ancora Bassani - ma lui, alla vista degli agenti ha reagito con indifferenza. Non ha avuto alcuna replica particolare: per lui quello che faceva lì era normale. La signora invece era molto debilitata ed è stata portata in ospedale dove si trova tuttora ricoverata. Adesso sta iniziando a rendersi conto di quello che ha subito e avrà modo di procedere penalmente, se lo ritiene, per i reati non perseguibili d’ufficio».
Intanto la donna, che non l’aveva mai denunciato, ha ritrovato l’affetto dei suoi cari: i genitori e un fratello, allertati dalla polizia municipale, sono arrivati ad Alessandria, città con la quale né lei né il suo ex hanno apparentemente alcun legame. Il 37enne risulta denunciato a piede libero e quindi non è soggetto ad alcun provvedimento restrittivo. La donna invece, come riporta il comandante, è denunciata per una truffa online, commessa con i suoi dati. Non è, però, escluso che altri possano avere utilizzato il suo account per commettere la frode. «E non è detto - conclude infatti Bassani - che da persona indagata non passi a persona raggirata». —
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