Il Tirreno

Toscana

violenza contro le donne 

Mille firme in un giorno contro la fondazione Zini

Cresce la protesta  per la scelta di intitolare un ente di raccolta fondi al ragazzo che ha assassinato la ex fidanzata

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PRATO

In una giornata raccolte mille firme. E ancora la petizione è soprattutto on line. Non è stata lanciata “su carta” a San Miniato e a Pisa. Le firme contro la Fondazione intestata a Federico Zini, il femminicida-suicida, è accessibile sulla piattaforma “buonacausa.org” oppure in un bar in via Mazzini a Prato. Non molto diffusa, per la verità. Ma già a sufficiente per scatenare , fuori e dentro i social, polemiche riventi.

L’idea di creare una fondazione contro la violenza (soprattutto sulle donne) è stata lanciata pochi giorni fa dal padre del ragazzo che a fine maggio ha assassinato la ex fidanzata, Elisa Amato, e poi si è suicidato. L’intento di Maurizio Zini è di raccogliere fondi da destinare al contrasto della violenza ma in molti non ci stanno. Non vogliono che una fondazione di questo tipo porti il nome di un ragazzo che ha ucciso la ex compagna. Per un delitto, poi, di genere. Da qui le fazioni con un dibattito che rischia di degenerare. «Questo è un primo passo per contrastare una situazione alquanto sgradevole e soprattutto poco educativa nei confronti di ognuno di noi, come persone, come cittadini, come madri, padri, figli, nonni. È stata creata una fondazione anti-violenza sulle donne, che porta il nome di Federico, l'assassino di Elisa Amato», si legge nella raccolta di firme lanciata per fermare la fondazione intestata a Federico. Questa petizione ha tra le prime sostenitrici Elisabetta Catalanotto, ex assessora a San Miniato.

«Una fondazione del genere non può portare il nome di uno dei carnefici che ha stroncato la vita ad una ragazza che l'aveva ancora tutta davanti. Portandosela via senza alcun motivo, e distruggendo una famiglia dal dolore, assieme a tutte le persone che l'amavano. Firmiamo tutti e uniamo le nostre forze per far sì che questa oscenità non vada avanti», si legge nell’appello a sostegno della raccolta di firme. Fra le persone che invitano a bloccare questa iniziativa spicca Viola Erbucci una delle amiche del cuore di Elisa Amato. È lei che sollecita a firmare sul sito Buonacausa.org per dire «No al nome di Federico Zini su una fondazione anti violenza». Le donne di San Miniato sono pronte a fare sentire la loro voce.

L’intento di Maurizio Zini non era di dividere. Neppure di creare polemica. Era di ricordare (con la fondazione) un figlio amato e perso così prematuramente. Un ragazzo generoso, lo descrivono gli amici. Ma non potrà sfuggire che negli ultimi mesi di vita deve essere stato anche un ragazzo con un profondo disagio rimasto sotto traccia o non intercettato. Al punto che aveva avuto il tempo di prendere il porto d’armi per uso sportivo e di acquistare una pistola, di premeditare un gesto che ancora oggi, a distanza di due mesi, resta inspiegabile. —

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di Redazione web