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Toscana

violenze sui minori in toscana 

Tolti i figli ai genitori della bimba molestata

Paolo Nencioni
Tolti i figli ai genitori della bimba molestata

Prato, dopo aver trovato la piccola in auto con il prete la Procura li ritiene «incapaci di provvedere» alla loro educazione

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PRATO

«È colpa mia, ma chi se lo immaginava...» aveva detto giorni fa ai cronisti il padre della bambina di 10 anni molestata sessualmente da don Paolo Glaentzer, il sacerdote di Calenzano ormai reo confesso accusato di violenza sessuale sulla piccola. Ora quell’assunzione di colpa viene certificata da un provvedimento che è stato notificato al padre ieri pomeriggio dai Servizi sociali del Comune di Calenzano, d’intesa con il procuratore dei minori di Firenze Antonio Sangermano, e che dispone l’allontanamento della bambina, insieme a due fratelli anche loro minori (mentre un quarto figlio è maggiorenne). I tre figli sono stati portati dai carabinieri in una struttura protetta, dove rimarranno fino a nuovo ordine.

Il provvedimento era nell’aria, dopo i particolari emersi sulla famiglia di Calenzano da quando è scoppiata la bufera intorno a don Paolo Glaentzer. In tanti si erano chiesti perché la bambina fosse in macchina col sacerdote lunedì scorso a tarda sera, ed erano riemersi tutti i dubbi sui genitori, ai quali i figli erano già stati tolti nel 2013 e poi riaffidati nel 2016. Qual è la loro colpa? Sostanzialmente, secondo i Servizi sociali e la Procura dei minori, di non saper fare il mestiere di genitori. Tecnicamente si parla di “culpa in vigilando”, cioè di non aver fatto attenzione ai possibili rischi a cui andava incontro la figlia. Il provvedimento è stato preso ai sensi dell’articolo 403 del Codice civile, che consente alla pubblica autorità di togliere i figli ai genitori quando questi «per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi», siano «incapaci di provvedere» alla loro educazione.

La Procura dei minori aveva avviato un’istruttoria già da gennaio sulla famiglia ora al centro della vicenda, ma l’arresto del parroco di San Rufignano a Sommaia ha inevitabilmente accelerato la pratica. Il procuratore Sangermano ha ripreso in mano il fascicolo e, alla luce degli elementi raccolti in questi giorni, ha autorizzato un provvedimento che fotografa un estremo disagio socio-familiare.

Già in passato la Procura di Prato si era occupata della situazione del fratello più grande, che fu trovato ai bagni pubblici di Calenzano insieme a un adulto, ma quell’inchiesta fu archiviata perché non furono raccolti sufficienti elementi di colpevolezza a carico dell’adulto.

Il padre della bambina, raggiunto telefonicamente dal Tirreno, ha preferito non commentare l’allontanamento dei tre figli. —

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