Il Tirreno

Toscana

Prete pedofilo, figli delle coppie gay e crocifisso: la strigliata di don Nando

Federica Scintu
Prete pedofilo, figli delle coppie gay e crocifisso: la strigliata di don Nando

Intervista a don Ottaviani, il parroco dopo le dichiarazioni del ministro Fontana: "I figli delle coppie omosessuali sono come gli altri, io li battezzerei". Poi lo sfogo su Facebook sul caso di Calenzano: "Il sacerdote pedofilo dovrebbe pentirsi in carcere"

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LUCCA. «Signor Fontana cosa ne facciamo dei figli delle coppie gay ora?». Si rivolge direttamente al ministro della Famiglia don Nando Ottaviani, da 18 anni parroco di Coreglia Antelminelli, piccolo centro nella valle del Serchio. E lo fa attraverso Facebook, social network che conosce molto bene, il giorno dopo l’esordio in commissione Affari sociali del membro del governo: un’audizione durante la quale Lorenzo Fontana, noto per essere un uomo «cresciuto a pane, cattolicesimo e politica (in salsa leghista)» (Così l’ha definito Famiglia Cristiana), si è scagliato contro il riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali nati all'estero grazie a tecniche vietate in Italia, come la maternità surrogata.

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«Se non sono riconosciuti come figli allora costruiremo nuovi orfanotrofi - si legge ancora nel post provocatorio - o altrimenti li diamo in affido alle famiglie normali, anzi tradizionali. Un consiglio - scrive - vada a trovare i figli delle coppie gay, parli con loro per conoscere bene le loro storie, non abbia paura di confrontarsi con loro. Questo è il suo compito». Parole chiare, che assumono un significato ancora più profondo e se vogliamo radicale, proprio perché pronunciate da un uomo di Chiesa. Come quelle dette anche nei confronti del prete di Calenzano, don Paolo Glaentzer, arrestato lunedì 23 luglio con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 11 anni.

VIDEO. Don Nando contro il prete pedofilo

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In un post precedente al video pubblicato sopra, il parroco aveva chiesto «a tutte quelle persone che si erano spese per processioni e rosari riparatori vari» di organizzarle ora, facendo un appello alla coerenza, «per riparare al male fatto» dal parroco di Calenzano, ora mandato agli arresti domiciliari a Bagni di Lucca, proprio il vicariato di don Nando. «Per questo peccato grave pregate e riparate», ha scritto. «Mi auguro che venga radiato dal Papa perché oltre a non essersi preso le sue responsabilità ha gettato fango su una povera bambina», ha detto al Tirreno.

Don Nando, cosa direbbe al ministro della Famiglia Lorenzo Fontana se potesse parlargli personalmente?

«Gli direi che è un uomo di Stato e come tale è laico. Non è un prete ed è suo compito garantire tutti i cittadini senza distinzione. Invece di fare le processioni contro i gay bisognerebbe pregare per i veri problemi come ad esempio per quello che ha fatto il prete di Calenzano. Quindi se avessi Fontana qui di fronte gli direi che bisogna parlare con la gente, confrontarsi e non solo legiferare dalla poltrona. Meno male che sono un prete altrimenti sarei tutti i giorni fuori da Montecitorio...».

Dalle sue parole emerge un distacco da quella che è la posizione della chiesa nei confronti dell’omosessualità.

«Io sono vicino a quello che formula la chiesa ma a livello umano non li ignoro. Conosco tante coppie omosessuali che fanno la loro vita e che hanno la loro dignità. Allora la soluzione è quella di fare un ghetto e mettere tutti dentro?».

E se una coppia omosessuale le chiedesse di battezzare il proprio figlio?

«La dottrina della chiesa è sacra ma se me lo chiedessero, dopo un opportuno percorso di catechesi, direi di sì. Lo stesso farei con una coppia eterosessuale che ha avuto un figlio con tecniche vietate. Se non lo facessi quanti bambini rimarrebbero “sospesi”? Bisogna parlare con le persone, stare con loro, comprenderne i problemi e aiutarle non mettersi sul pulpito allontanandole».

Lei cosa ne pensa di quello che è successo nella chiesa di Azzano, dove a causa delle proteste dei fedeli la statua “Polaroid” che raffigura un bacio omosessuale è stata portata fuori?

«Erano quattro bacchettoni che si sono lamentati. Il problema è che si vuol vedere il male in tutto, abbiamo paura del diverso allora mettiamo dei paletti ma non ci rendiamo conto che facendo così non si ottiene nulla di buono».

E dell'idea del ministro dell'Interno Salvini di rendere obbligatoria l'affissione del crocifisso nei luoghi pubblici?

«Gesù non ha mai imposto la sua parola quindi se non l’ha imposta Lui figuriamoci un uomo di Stato laico. Non sapendo nemmeno il significato di quel crocifisso. Povero cristianesimo, povero crocifisso. Attenti a essere cristiani di facciata. Per non parlare dell'ipotesi di prevedere anche una multa da 1000 euro per chi non lo espone... Cosa penserà la gente? Si chiederà a chi andranno questi soldi e inizierà a dubitare di nuovo della Chiesa».

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di Redazione web