Il Tirreno

Toscana

violenza e stalking a livorno 

Martellate alla compagna e telefono controllato: medico sotto accusa

LIVORNO. La convivenza è stata tesa fin dai primi momenti. Un rapporto problematico, degenerato presto in discussioni sempre più accese. Fino alle aggressioni: una volta, racconta la donna, lui l’ha...

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LIVORNO. La convivenza è stata tesa fin dai primi momenti. Un rapporto problematico, degenerato presto in discussioni sempre più accese. Fino alle aggressioni: una volta, racconta la donna, lui l’ha colpita anche con un martello e un pezzo di ferro, provocandole ferite alle gambe e a una mano. Violenza e stalking, con l’uomo - un medico - che le avrebbe anche messo sotto controllo il cellulare, secondo quanto ricostruisce la squadra mobile. Per questo scatta il divieto di avvicinamento a 500 metri dalla ex.

«Dalle indagini - spiega la questura - è emerso che il rapporto è stato violento fin dall’inizio della convivenza, nel 2013». Circa cinque anni di tensioni con discussioni accese e aggressioni violente, sempre in base a quanto spiegato agli inquirenti dall’ex compagna del medico di base. Tra gli episodi più gravi raccontati da lei, un litigio in settimana bianca: dopo una discussione, lui si sarebbe scagliato contro di lei facendola cadere per terra e causando la frattura del piatto tibiale destro. «Durante un altro viaggio in auto - dice la questura - tra i due scoppiò una lite per motivi legati all’ex moglie di lui, con il medico che la colpì con un pugno al naso». E un’altra volta, lui perse il controllo e la prese per il collo, scaraventandola poi per terra. Alcuni episodi, per i quali la donna è andata al pronto soccorso per gli accertamenti e le cure del caso, sono stati denunciati come conseguenze delle violenze subite, mentre in altre occasioni l’ex compagna non ha chiesto aiuto per paura di eventuali ritorsioni. In effetti la squadra mobile ha confermato «oltre alle violenze varie problematiche create dall’indagato nei confronti di amici e parenti di lei che tentavano di intromettersi nel loro rapporto».

La vittima, inoltre, si era resa conto di essere “monitorata” dall’uomo: lei aveva infatti scoperto, grazie all’analisi di un informatico, che il suo smartphone era configurato affinché lui - tramite il suo indirizzo di posta elettronica - potesse controllare conversazioni private, foto e video, oltre agli spostamenti. —

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