Gioco
È l’estate dei fenicotteri rosa in Maremma
Nella riserva Diaccia Botrona censiti oltre 3mila esemplari, invece dei consueti 1200: aumentati per siccità ed erosione
grosseto. Un'estate ricca di soddisfazioni per gli ornitologi e i birdwatcher della domenica che, dalla Sardegna e dalla costa Toscana fino alla laguna veneta e il delta del Po, vedono moltiplicare gli avvistamenti di fenicotteri rosa. La popolazione stanziale dei fenicotteri risulta triplicata, segnalano le guide ambientaliste della riserva naturale Diaccia Botrona, durante le quotidiane escursioni in battello nelle acque di bonifica della Maremma toscana, nel territorio di Castiglione della Pescaia.
Poco più a Ovest, in Sardegna, ogni notte stormi di “flamingo” si involano nell'assetto a forma di V da Cabras e Arborea per dare il cambio ai rispettivi partner nella custodia dei nidi, perlopiù concentrati nei più ampi (e sicuri) stagni di Cagliari. «Più l'acqua è salmastra e piùci sono fenicotteri - spiegano le guide della riserva Diaccia Botrona - di solito contiamo 1.200 esemplari, mentre ora il censimento di questa specie supera quota 3.000. Un fenomeno positivo che arricchisce la fauna stanziale ma che è dovuto a due negatività: la progressiva erosione delle coste tirreniche registrata negli ultimi anni e la forte siccità del 2017 che ha lasciato l'Ombrone in secca e le falde idriche lontane dall'essere in saldo positivo».
Nei canali d'acqua maremmani, frutto di una bonifica avviata dal 1700 dagli Asburgo Lorena e dal 1994 riconosciuti come parte della Riserva Naturale Integrata, sono avvistabili circa 200 uccelli anatidi, tra questi 2 degli 4 esemplari di falco pescatore presenti in Italia. Ma i nidi dei fenicotteri sono appena una sessantina e poco protetti ai predatori di terra e ai rapaci. I fenicotteri sembrano di gran lunga preferire la Sardegna al punto che, dice Paolo Pinos, allevatore di bovini da latte e delegato di Oristano della Lipu « si sta tipicizzando un fenicottero sardus: l'inanellamento dimostra che ci sono esemplari stanziali da 40 anni. Migrano poco dunque, qui hanno trovato - come 150 coppie di Cavalieri d'Italia - habitat ideale per la qualit del cibo, la pacifica convivenza coi pescatori e la tutela». —
ALESSANDRA MONETI.
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