Il Tirreno

Toscana

LA GUIDA DI FEDERCONSUMATORI 

«Se l’informazione è falsata l’accordo si può contestare»

MARCO SABIA

L’avvocato dell’associazione  di consumatori detta le regole per evitare la nuova truffa  del catalogo: «Solo il postino suona a casa per una firma»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Maria Luisa Verecondi è l’avvocato che cura lo sportello legale di Federconsumatori a Empoli. Di casi di “truffa del catalogo” ne ha visti e seguiti tanti. E oggi ci fornisce una “guida anti truffa”.

Avvocato, cosa deve fare chi si trova in queste situazioni?

Nessuna società e nessun ente si presenta porta a porta per farvi firmare un contratto su carta copiativa. Solo il postino bussa per chiedere una firma, aprite solo a lui. Non bisogna firmare mai “sotto pressione” ma eventualmente farsi lasciare il materiale a casa, riflettere e poi se si vuole ricontattare il venditore.

Perché quando si firma poi è più complicato tornare indietro, anche se è possibile. Ma non c’è il diritto di recesso?

Sì, entro 14 giorni la legge è sempre dalla nostra parte. Ma il discrimine sta nel momento in cui partono questi 14 giorni.

Si spieghi meglio…

Se il venditore riesce a lasciare a casa del malcapitato un contratto, i 14 giorni possono scattare da quel momento. Noi diciamo di non firmare nessuna “ricevuta” proprio per questo. Se invece il venditore porta via il contratto (o il presunto tale) e poi lo rispedisce per posta noi possiamo far leva sulla data di ricezione. Ma c’è un altro dettaglio: se non bisogna firmare, allo stesso modo non si deve pagare nulla, perché facendolo si configura “l’acquiescenza”, praticamente una sorta di consenso tacito. E quei soldi sono difficili da recuperare.

Cosa deve fare la vittima quando capisce di essere stata truffata?

Rivolgersi ad un legale o ad un’associazione come la nostra, più velocemente possibile. Col contratto in mano possiamo dire al cliente quali azioni intraprendere. Il problema è che le persone anziane spesso provano vergogna ad ammettere di esser state “fregate” e quindi non dicono nulla ai propri familiari. Tuttavia prima si interviene e prima si riesce ad ottenere qualcosa. Questo anche nel caso di una firma da parte della vittima, perché possiamo far leva sulla non correttezza dell’operato del venditore e sulle false informazioni date al cliente, oltre che sul non perfezionamento del contratto.

Ci sono dei segnali a cui prestare attenzione?

Leggere benissimo i contratti, tutte le frasi e le postille. E soprattutto quando ti chiedono di pagare un ordine per “annullare” gli altri deve scattare un campanello d’allarme. Non è un’estorsione, come dice qualcuno, perché il contratto è firmato liberamente e senza costrizioni. Ma è un’evidenza che c’è qualcosa che non va. C’è un’emergenza di questo tipo in Toscana?

Ciclicamente compaiono dei picchi in certe zone, per poi presentarsi altrove. Si tratta di società “parafantasma”, che aprono e chiudono cambiando nome. —

MARCO SABIA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web