Sicurezza
Morta incinta in ospedale cartella clinica sequestrata
«Condotte sanitarie incongrue» Queste le conclusioni del medico legale dopo l’esame sulla salma di Barbara Squillace deceduta a 6 giorni da ricovero
EMPOLI. «Condotte sanitarie incongrue». Insomma, potrebbero essere stati commessi errori nelle cure. È l’ipotesi formulata dall’anatomo patologo che ha effettuato il riscontro diagnostico sulla salma di Barbara Squillace, morta a 42 anni all’ospedale di Empoli, incinta di un mese. Una gravidanza fortemente voluta, arrivata con la fecondazione assistita. Era ricoverata da sei giorni per iperemesi gravidica, con vomito ripetuto, rischio di disidratazione e perdita di peso. Giovedì mattina è stata sottoposta alla terapia intorno alle 6. 45; meno di un’ora dopo l’ostetrica l’ha trovata morta nel letto; il marito, che era in stanza con lei, pensava si fosse addormentata. L’Asl, dopo aver attivato la commissione aziendale del rischio clinico– per accertare procedure adottate e conseguenti responsabilità – ha richiesto il riscontro diagnostico, effettuato ieri mattina a Pistoia. E durante questa verifica «l’anatomo patologo – scrive l’Asl – ha riscontrato elementi sospetti in ipotesi di condotte sanitarie incongrue». L’esito è stato comunicato dall’Asl alla procura, che di conseguenza ha disposto il sequestro della cartella clinica. E che probabilmente farà effettuare l’autopsia (che serve per evidenziare eventuali responsabilità penali mentre il riscontro diagnostico viene eseguito a fini scientifici). Intanto interviene anche l’assessora regionale alla salute Stefania Saccardi: «Abbiamo già individuato un gruppo di esperti che giovedì 26 luglio andrà, assieme al team del Centro regionale rischio clinico, a fare un audit interno all’ospedale di Empoli. Accerteremo in modo rigoroso quanto successo e adotteremo ogni provvedimento interno conseguente».
FRANCESCO TURCHI.
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