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«Treni più veloci Pisa-Firenze: e i soldi?»

Mario Neri
«Treni più veloci Pisa-Firenze: e i soldi?»

L’assessore Ceccarelli replica al ministro Toninelli: per collegare meglio i due aeroporti investa 1 miliardo in una nuova linea

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LIVORNO

«Toninelli vuole puntare tutto sull’aeroporto di Pisa potenziando i collegamenti ferroviari con Firenze? Sono d’accordo, tutto è possibile. Ma ha solo due possibilità: o penalizza i pendolari o raddoppia la linea». Per Vincenzo Ceccarelli una terza via ai progetti annunciati dal ministro dei Trasporti domenica in un’intervista al Tirreno non c’è. Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture non ci sono altre soluzioni per creare «un moderno ed efficiente collegamento fra i due scali» e le due città.

Ceccarelli, abbiamo fatto un test. Dal Galilei alla stazione Santa Maria Novella servono 2 ore e 17 minuti.

«Avete trovato l’unica 29enne inglese che non si fa biglietti online. Senza perdere tempo nell’acquisto dei ticket per Pisamover e treno regionale, avreste guadagnato più di mezzora. Non scherziamo, le corse fra Pisa e Firenze ci sono, molte anche veloci».

Numeri?

«Eccoli: 12 corse andata e ritorno fanno la tratta in 49 minuti già oggi, 15 coppie la fanno in un’ora. Sono 31 le coppie viaggiano che impiegano un’ora e 10 minuti, ma sono treni che arrivano da Pontremoli, i convogli più vecchi che non possono essere sostituiti con i nuovi Vivalto o i Jazz perché questi ultimi non sono compatibili con il raggio di curvatura delle gallerie in quella zona. Ma, insomma, ogni giorno su quei 100 chilometri viaggiano 116 treni. In media tre all’ora. Si può anche pensare di aggiungerne uno in più la mattina o uno in più la sera come ci chiede Toscana Aeroporti, ma più di così sinceramente...».

Perché non aumentare quelli che percorrono la tratta in 49 minuti? Il ministro Toninelli dice che si può fare...

«Certo, so qual è il vostro obiettivo: volete preparare il campo ad inchieste in cui potrete dire che la Regione manda in giro treni vuoti».

In che senso?

«Quei treni saltano molte stazioni intermedie. E il 65% dei passeggeri della tratta Firenze-Pisa è composto da pendolari che salgono in quelle stazioni. Dunque Toninelli ha due chance per puntare tutto sull’aeroporto di Pisa e potenziare i collegamenti: o penalizza i pendolari o investe per realizzare un raddoppio, e dunque costruire una nuova linea. Sapete quanto costa un binario in più?».

Spari.

«Per il Pistoia-Lucca, in corso di realizzazione, 450 milioni. A cazzotto, per fare una nuova linea fra Pisa e Firenze servono fra gli 800 milioni e 1,2 miliardi».

Eppure Toninelli sembra convinto. Dice che la Conferenza dei servizi non incide sulla revisione del progetto?

«Mah. In verità l’articolo 97 della Costituzione sancirebbe un principio di continuità amministrativa. Ma in un Paese in cui è complicato farle le opere pubbliche, è chiaro che uno che non è seduto esattamente sull’ultimo scranno della Repubblica come lui qualche potere ce l’ha.... Ma ho chiesto un incontro per questo, sono sicuro che di fronte ai documenti che gli porteremo avrà tutto più chiaro».

Per ampliare Peretola e realizzare la pista lunga, Toscana Aeroporti per ora ha ricevuto 50 milioni. Toninelli potrebbe non far arrivare i restanti 100 milioni rivedendo il piano delle Infrastrutture?

«Serve un decreto, ma può farlo. Certo poi se ne assumerà le responsabilità. C’è una Valutazione d’impatto ambientale approvata, potrebbe andare incontro a ricorsi. Non solo. Dice che Pisa deve restare uno scalo strategico. Ma Pisa e Firenze erano giù usciti dal piano nazionale degli aeroporti strategici: è stata l’integrazione aeroportuale e societaria a consentire loro di esservi ricompresi. Ma se Firenze non si adegua, potrebbero uscirne di nuovo, e neppure Pisa avrebbe più speranze di crescere».—



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