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Toninelli blinda Pisa: «Resterà l’aeroporto principale, più treni per raggiungerlo»

Mario Neri
Toninelli blinda Pisa: «Resterà l’aeroporto principale, più treni per raggiungerlo»

Il ministro delle Infrastrutture: i piani di Firenze da rivedere. E sui migranti: «L’Italia salverà sempre vite umane»

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LIVORNO. L’aeroporto di Pisa resta lo scalo «strategico della Toscana, quello in pole position». Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ne è convinto: sarà il Galilei l’hub internazionale della regione, dice al Tirreno. E sulle ambizioni del fiorentino Vespucci chiarisce: «Non sarà una conferenza dei servizi ad incidere» sulla revisione del progetto di ampliamento.

Ministro, il gruppo regionale del M5S dice no alla costruzione della nuova pista a Firenze. Lei ha detto di voler valutare progetti alternativi e voler puntare sul potenziamento di Pisa. Come?

«Intanto chiariamo che la convocazione della Conferenza dei servizi per il masterplan dell’aeroporto di Firenze prevista a settembre è un atto procedurale che non incide in alcun modo sulla analisi costi-benefici in corso. La gestione integrata di Firenze e Pisa non può che passare da un moderno ed efficiente collegamento ferroviario tra i due scali. E per noi Pisa deve restare in pole position come scalo strategico della Toscana».

Da sempre i collegamenti ferroviari fra Firenze e Pisa sono scarsi, penalizzanti per turisti e pendolari. Parlerà con Ferrovie, c’è speranza per un miglioramento delle condizioni di viaggio dei toscani?

«Le ferrovie regionali e le tratte dei pendolari saranno tra le priorità assolute del mio mandato. Bisogna spingere i concessionari a fare meglio dal punto di vista degli investimenti in termini di qualità, sicurezza ed efficienza del servizio. Sul piano delle risorse si può fare sempre meglio, ma c’è un problema di spesa dei fondi che già esistono. E qualora i concessionari fossero inadempienti, spingeremo per trasferire almeno le reti a Rfi. Servono più corse, più puntualità, più comfort e più sicurezza. Da settembre avvierò un tour delle tratte meno efficienti per toccare con mano le situazioni su cui è necessario agire subito».

Nel dossier che le ha consegnato il consigliere regionale Giacomo Giannarelli con le grandi opere da rivedere c’è anche la nuova Darsena al porto di Livorno. Il progetto ha già subito una revisione, su cui è d'accordo Nogarin; ci sarà un’ulteriore modifica?

«È un appalto in project financing fra pubblico e privato: stiamo seguendo il dossier con grande attenzione e ci sembra prioritario che si arrivi a conclusione e si armonizzi l’infrastruttura con altre opere strategiche per il sistema Paese».

Tirrenica, se ne parla ormai da 50 anni. Che progetti avete?

«La questione è all’attenzione dell’amministrazione e si stanno valutando le soluzioni giuridiche e progettuali che possano al meglio risolvere l’annosa querelle. Le assicuro che si arriverà alla soluzione migliore: la revisione del progetto è in corso».

La Fi-Pi-Li, una delle arterie più trafficate e utilizzate della regione, è senza corsia di emergenza, piena di insidie. Anche oggi (ieri, ndr) un incidente mortale. È pensabile un ammodernamento?

«A me risulta che gli ultimi interventi significativi di ammodernamento siano stati fatti proprio prima della cessione alla Regione. L’arteria non rientra sotto la competenza Anas per la volontà della Regione di continuare a gestirla, altrimenti si potrebbero attualizzare gli studi di adeguamento anche secondo il modello di interventi recentemente attuato sulla Siena-Firenze».

Anche per la Tav a Firenze ha parlato di soluzione alternativa. Quale? Se il governo abbandona il progetto, non rischia di ritrovarsi con due monumenti allo spreco, il cantiere per il tunnel e quello per la nuova stazione?

«Parliamo di un’opera che ha un forte impatto ambientale. Stiamo conducendo, anche in questo caso, una attenta project review sui costi-benefici e ovviamente tutti i ragionamenti stanno dentro a questa analisi».

Tre corsie autostradali sulla A11, a che punto siamo?

«Nella vostre regione prevediamo di avviare, entro il 2018, 12 interventi, per un importo complessivo di circa 71 milioni. Ma in totale, al 31 marzo scorso, avevamo oltre un miliardo di euro approvato di lavori in corso su tutta la rete autostradale. Faremo il possibile per migliorare nel più breve tempo le grandi infrastrutture di viabilità».

Porti, qualche settimana fa Nogarin pubblicò un post in cui si diceva pronto ad aprire quello livornese per accogliere le navi di migranti. Lo tolse “per non creare problemi al governo”. Ma i porti italiani sono “chiusi” all’approdo delle navi delle organizzazioni non governative?

«I porti italiani sono chiusi a chi non si comporta in mare secondo il diritto internazionale. L’Italia salverà sempre le vite umane, ma l’Europa non può lasciarci soli e soprattutto, diciamo chiaro ancora una volta, stiamo lavorando per aprire i porti degli altri».—


 

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