Il dolore
Ripascimento, la draga finisce sugli scogli
Sospese le operazioni nella baia del Quercetano, il pontone si è disancorato per il vento. Esclusi danni ambientali
CASTIGLIONCELLO
Sospese le operazioni di ripascimento della baia del Quercetano. Il vento che è spirato sulla costa nella notte tra il 16 ed il 17 luglio ha disancorato la draga ormeggiato nella baia.
Pontone che, assieme alla condotta galleggiante attaccata ad una pompa per aspirare la sabbia dal fondo marino è stato scaraventato sugli scogli, davanti ai Bagni Aurora. Ci sono volute ore prima che la chiatta venisse disincagliata dalla roccia e portata via dal rimorchiatore. Sin da subito sono apparse più complicate le operazioni per trascinare via la condotta. Operazioni che si sono fermate nel pomeriggio, attorno alle 18,30 a causa del mare mosso. «Sulla base di alcune prove che sono state effettuate - ha spiegato l’assessore alla qualità urbana Piero Nocchi - la Capitaneria ha deciso di sospendere l’intervento per problemi di sicurezza per i sub che stavano lavorando alla condotta. Le previsioni dovrebbero migliorare».
L’intervento riprenderà oggi mare permettendo. L'assessore Piero Nocchi assieme all’ingegnere Maurizio Verzoni direttore dei lavori per il Comune di Rosignano, i tecnici delle Imprese Zeta e Sales incaricate del ripascimento, hanno seguito i lavori direttamente dalla spiaggia. «Il pontone - spiega Verzoni - è arrivato lunedì pomeriggio. ma attorno alle 23,30 si è alzato un gran vento e il mare ha trascinato il pontone fino davanti ai bagni Aurora». Evidentemente qualche problema deve esserci stato. Una volta disincagliata la chiatta è stata oggetto di verifiche «dalle quali- dice Nocchi - è emerso che non c’è stato alcun danneggiamento». I turisti presenti in spiaggia non hanno mancato di esprimere il proprio disappunto. Diversificate le posizioni di alcuni proprietari di stabilimenti balneari. «C’è stato il problema di stanotte - dice Giorgio Bontà dei bagni Roma - ma stanno facendo il massimo per risolverlo». «Sono preoccupato - spiega Mark Lombardo proprietario dei bagni Italia - avevo chiesto al Comune di indire una riunione per condividere il piano di ripascimento; adesso ciò che mi preoccupa è la tubazione incastrata tra gli scogli. Speriamo che venga fatto di tutto per evitare danni ambientali». «Non si discute sulla necessità dell’operazione - dice Alessandro Lami proprietario dei bagni Aurora che più sta scontando la situazione che è andata a crearsi - la spiaggia libera è inesistente e anche gli arenili degli stabilimenti balneari non sono al meglio. Ciò che è da rivedere è l’organizzazione per non arrivare a luglio con le opere ancora da fare». Nocchi assicura «nessun danno ambientale, ma bisogna agire velocemente per togliere la condotta che causa invece danni all'immagine». —
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