Il dolore
Le donne in piazza assediano l’assessore
Buscemi fu accusato di stalking dalla ex compagna. Ma lui replica: «Naziste, mi perseguitano come Matteotti»
PISA
«Questo è solo l’inizio. Non la fine. Sarà così per tutti i consigli comunali fino a che Andrea Buscemi rimarrà assessore». Ieri, con l’assalto a Palazzo Gambacorti, a Pisa si è concluso il primo round. Forse il primo di tanti. Da una parte attiviste e simpatizzanti della Casa della donna, dall’altra l’attore Andrea Buscemi, che ha recitato pure con Pupo e Panariello, nominato qualche settimana fa assessore alla cultura dal sindaco di Pisa, il leghista Michele Conti.
Il grido di battaglia parte dalla presidente dell’associazione per i diritti delle donne, Carla Pochini. Lei e le circa 250 manifestanti che ieri si sono ritrovate sul lungarno per il primo consiglio comunale a trazione Carroccio, da settimane chiedono le dimissioni del neoassessore per un processo per stalking che si è chiuso con una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, con la Corte d’appello di Firenze che ha però obbligato l’attore a risarcire l’ex compagna vittima degli atti persecutori (ora all’esame della Cassazione), la quale pretende 505mila euro dall’ex convivente.
Per questo ieri le donne, alle 16.45, hanno invaso la sala del consiglio, raggiungendo una delegazione già presente per assistere ai lavori. L’irruzione subito dopo l’investitura ufficiale del sindaco nei confronti del «nemico Buscemi», così viene etichettato il regista dall’onda rosa delle manifestanti. Le donne hanno approfittato del fatto che in quel momento, al piantone, ci fosse solo una vigilessa. Che non ha potuto fermarle. La seduta si è poi chiusa con la maggioranza che ha fatto mancare il numero legale per non affrontare il nodo del presidente del consiglio, individuato nel leghista Gianluca Gambini, che rischia l’incompatibilità per una lite giudiziaria col Comune.
Le manifestanti, dalle 14, si erano radunate in piazza XX Settembre, proprio sotto il palazzo civico, indossando una maglietta bianca con su scritto «Colpevole di stalking, ora nella giunta di Pisa. Assessore alla cultura della violenza maschile». Nel mentre, nella Sala regia sede del consiglio comunale, si teneva una sorta di contromanifestazione con i supporter di Buscemi, anch’essi con una maglietta bianca con stampata la frase «Io sto con Andrea Buscemi».
Le donne, alla vista dell’attore teatrale, hanno urlato «Dimissioni, dimissioni» per diversi minuti, gridando anche «Vergogna, vergogna». Per placare gli animi è dovuto più volte intervenire il presidente del consiglio, con la polizia municipale che assisteva in allerta. «Le attiviste della Casa della donna sono delle naziste che non rispettano lo Stato di diritto. Che cosa dovrei fare ora? – si chiede Buscemi – Usare le squadracce fasciste per combatterle? È un’iperbole, sia chiaro. Spero che la mia querela per stalking contro di loro possa fermarle. Io sono come Giacomo Matteotti, deputato fatto oggetto di una campagna analoga, che è poi finito ammazzato». Per le prossime volte l’attore chiederà di chiudere al pubblico ogni seduta. «Così non si può lavorare – conclude – perché non sono padrone nemmeno di tornare nel mio ufficio. Chiederò al presidente di chiudere tutto. Chi vorrà assistere, potrà farlo da uno schermo». —
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