La protesta
Guasto elettrico, treno bloccato In 180 sotto il sole per un’ora
Il convoglio è ripartito con un locomotore di un treno merci fermo nella zona I passeggeri soccorsi dai vigili del fuoco che hanno distribuito l’acqua a tutti
CASTIGLION FIORENTINO. «Grazie ragazzi, sembrava di essere in una sauna, in carrozza si bolliva», dice una ragazza ai vigili del fuoco arrivati sul binario. «Ma che è successo? Possibile rimanere bloccati così, senza avere informazioni», scuote la testa un anziano. «Questa tratta è una scommessa, mai una volta di avere la certezza di arrivare a casa in orario», si fa avanti un altro.
C’è Sara che è scesa rossa come un peperone, sudata. «Madonna che caldo, voglio andare al mare», dice seduta sulle sponde di ghiaia vicine ai binari diventate una spiaggia improvvisata. Antonio che è salito a Roma e s’è dimenticato la bottiglietta su una panchina alla stazione e ora guarda i pompieri con le scorte d’acqua come fossero miraggi. «Che sete, non ne potevo più».
Ore 15.30 circa. Perfino i vigili del fuoco si sono stupiti. Sono arrivati in questa landa ferroviaria alle 14.50, e sono stati loro a dover aprire le porte be a far scendere i 180 passeggeri dell'Intercity 590, il treno partito da Napoli e diretto a Milano che ieri si è bloccato all'altezza di Castiglion Fiorentino, nell'Aretino, come un elefante troppo stanco per andare avanti.
Un gigante spiaggiato sulle linee dei trasporti pubblici italiani, la locomotiva spenta da un guasto elettrico e «dalla scarsa manutenzione», hanno protestato subito i comitati dei pendolari aretini.
I viaggiatori, subito soccorsi dalla protezione civile del comune, dai vigili del fuoco e dalle forze dell'ordine hanno subito aperto le porte del convoglio dal lato dei campi per far scendere i passeggeri stremati dal caldo. e hanno distribuito bottiglie d'acqua. Sul posto anche i sanitari del 118. Non un caso. Perché una passeggera, scendendo dalla carrozza, si sloga una caviglia e perché a bordo ci sono due disabili, fra cui Ilaria Bidini, neo dottoressa, da poco diventata cavaliere della Repubblica oltre che paladina della lotta al bullismo.
È una disabile, viaggia in carrozzina in compagnia di Saverio Tommasi, scrittore, attore e giornalista di Fanpage. Stanno tornando dagli studi RaiUno, dove l’ha accompagnata per partecipare a “Quelle brave ragazze", trasmissione di approfondimento dove Ilaria ha parlato del suo impegno per il contrasto al fenomeno del cyberbullismo. «Stiamo bene. Ci hanno assistito, adesso dovremmo ripartire. Non facciamola più grande di quello che è, in fondo siamo a 20 minuti da Arezzo», dice questa donna con il sorriso sempre stampato in faccia e i capelli rosa shocking, icona della sua voglia di vivere.
Solo che l’Intercity dovrebbe dirigersi verso Firenze, e da lì a Milano. Invece per spostarlo dalla tratta ed evitare un ingorgo che spezzi in due l’Italia, dopo una ventina di minuti arriva un locomotore dalla stazione. Lo aggancia e conduce il convoglio ad Arezzo. Trenitalia è costretta a garantire «il rimborso completo del biglietto per tutti i passeggeri». Alla fine a rimetterci sono i pendolari. Il regionale 11678 accumula 45 minuti di ritardo in attesa delle operazioni. E alle 17, dopo un’ora e mezzo di stop, l’Intercity si rimette in marcia. La balena di Ferrovie riprende la marcia. —
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