Sicurezza
«Morire da precario, sconfitta per tutta la nostra comunità»
È il secondo decesso sul lavoro in due mesi nel settore lapideo L’operaio lascia la moglie e una bimba di un anno Oggi dichiarato il lutto cittadino
CARRARA. Stamani Carrara si ferma. Una giornata di lutto cittadino, la seconda da inizio anno. A due mesi esatti dall’ultima vittima, in cava a Fantiscritti, di nuovo le bandiere a mezz’asta sul palazzo Comunale. Un’altra morte. Un padre di famiglia che lascia la moglie e la bambina di un anno, quella per cui aveva scritto una dedica bellissima su Facebook. L’aveva chiamata «un batuffolo di luce lanciato dalle stelle più lontane» quella bimba che Luca Savio adesso non potrà vedere crescere.
In una giornata di dolore, dove gli amici ricordano un ragazzone disponibile, sempre con il sorriso e la speranza. Quella di trovare un lavoro, e non quei contratti a singhiozzo che aveva trovato negli ultimi tempi.
Una tragedia nel lapideo, l’ennesima. E un settore che si confronta non solo con i problemi della sicurezza ma anche con il dramma del precariato.
«A distanza di 2 mesi un altro infortunio mortale sul lavoro si è portato via un lavoratore della provincia. Dalle prime notizie sembra che il giovane stesse lavorando intorno ad un blocco di marmo in un deposito vicino al porto che improvvisamente lo ha colpito mentre lo stava movimentando – si legge in una nota della Cgil – Al momento risulta che avesse un contratto di lavoro attivato il 9 luglio e della durata di soli 6 giorni. Un padre di famiglia ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli 6 giorni! La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. Nonostante la task-force messa in campo dalla Regione Toscana continua la strage, perché di vera e propria strage di lavoratori si parla. La nostra posizione è sempre la stessa: le imprese che non rispettano le leggi e le regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro devono essere chiuse».
A Carrara si riapre il dibattito sulla sicurezza.
E intanto, dal monte, i cavatori scendono al piano a portare la loro solidarietà qui, a due passi dal mare. «C’è un morto accanto a un blocco, nessuno se l’è sentita più di lavorare». Uno sciopero spontaneo e, oggi, una giornata di lutto. —
A.V..
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