Sicurezza
Carabiniere condannato per violenza sessuale su una bimba di 7 anni
Pena di dieci anni con il rito abbreviato. La piccola, figlia della compagna del militare, si era confidata con la nonna Nei guai anche la mamma
GROSSETO
«Nonna, ti racconto un segreto che papà mi ha detto che è solo mio e suo». In una casa affacciata sul Mar Adriatico, in pieno agosto, l’aria condizionata è risultata all’improvviso troppo fredda. In una stanza c’erano la nonna e una bambina di sette anni, figlia di suo figlio, che però all’epoca dei fatti non viveva più con la moglie e la bambina. Il “papà” al quale la piccola si riferiva era invece il nuovo compagno della madre, un appuntato dei carabinieri cinquantenne che viveva con loro, in Maremma.
La nonna dopo che la piccola aveva pronunciato pochissime parole che raccontavano una storia di abuso sessuale, ha acceso il registratore dello smartphone: non ha mai interrotto il racconto della piccola, che è andata a ruota libera spiegando quali fossero i giochi che l’uomo proponeva alla bambina, quando lei e il “papà” si chiudevano in bagno «per i loro gesti segreti». Nell’altra stanza restava la sorellina, a guardare la televisione.
È cominciata così l’indagine dei carabinieri che ha portato all’arresto di un loro collega, che ieri è stato condannato a 10 anni di carcere dal tribunale di Firenze.
L’accusa nei suoi confronti era gravissima: violenza sessuale sulla figlia della compagna. Durante il processo, che si è svolto con il rito abbreviato, il pubblico ministero Beatrice Giunti aveva chiesto 12 anni. Il giudice per l’udienza preliminare Anna Liguori di Firenze, alla fine ha deciso per la condanna a 10 anni.
Era stata la bambina, la scorsa estate, a raccontare alla nonna, con la quale stava trascorrendo le vacanze, quello che succedeva quando restava sola in casa con il compagno della mamma. La donna si era rivolta subito a un avvocato che l’aveva indirizzata alla task force della polizia della città sull’Adriatico dove la nonna vive e lì aveva raccontato tutto quell’orrore confidato dalla piccola.
Il carabiniere resterà in carcere. Difeso dall’avvocato Roberto Cerboni del foro di Grosseto, aspetterà di leggere le motivazioni della condanna per impugnare, eventualmente, la sentenza. Ma non sarà presentata istanza di scarcerazione.
Al processo celebrato con il rito abbreviato al tribunale di Firenze erano imputate anche tre donne, oltre al carabiniere: sono accusate di favoreggiamento e per loro il giudice Liguori ha disposto il rinvio a giudizio davanti al tribunale di Grosseto. Le tre donne sono la stessa convivente del carabiniere, ossia la mamma della bambina, l’ex convivente dell’uomo e una donna con la quale aveva una relazione. Quest’ultima è stata anche raggiunta da un divieto di avvicinamento alla piccola: subito dopo l’arresto del cinquantenne, aveva cercato di parlarle per farle ritrattare tutto. —
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