La protesta
Sesso in cambio di provini sportivi Altri sei ragazzi accusano Costia
Pisa, il pensionato è già in carcere per atti sessuali commessi su minori Adolescente morì sui i binari fuggendo dopo aver incendiato l’auto del pedofilo
PISA. Ci sono i racconti. Non ancora le denunce. Si sono presentati in sei negli uffici della squadra mobile in via San Francesco. E ognuno si è liberato del suo carico di dolore arricchendo un quadro di insieme che già all’epoca dell’arresto nel marzo scorso era ritenuto più che sufficiente. Piero Costia, 75 anni, in cella per violenza sessuale e atti sessuali con minorenni con l’aggravante dell’età dei ragazzini che, all’epoca dei fatti, era al di sotto dei 14 anni, ancora non lo sa, ma contro di lui la polizia ha trovato altri sei ragazzi che sostengono di aver fatto sesso con lui in cambio di piccoli e regali o promesse di sostenere provini in squadre di calcio professionistiche. Non ci sono le querele. Solo le testimonianze raccolte dagli investigatori che si sono trovati dall’altra parte della scrivania le storie di chi all’epoca, alcuni anni fa, bazzicava gli stessi ambienti del pensionato e veniva irretito dalle sue lusinghe interessate. Alcuni non vivono più a Pisa e si sono trasferiti con le famiglie fuori regioni. Le sceneggiature delle loro esperienze si somigliano tutte. Sapeva come avvicinarsi agli adolescenti resi vulnerabili da una libertà familiare incontrollata. Lunghi pomeriggi da soli in strada o al bar e ai giardinetti di periferia. Il “terreno di caccia” di Costia, secondo la ricostruzione degli inquirenti. Lo hanno arrestato mettendo insieme le versioni di tre ragazzi. Il quarto non può più parlare, ma ha lasciato in “eredità” agli investigatori il suo atto d’accusa confidato a un amico: Nicolay Vivacqua è il 19enne che a dicembre nella fuga dopo aver appiccato il fuoco all’auto del pensionato, per punirlo degli abusi inflitti a lui e a un suo amico, morì contro un treno in transito a poche decine di metri dalla casa di Costia a Oratoio. Ex allenatore di formazioni giovanili tra Pisa, Bientina e Pontedera, il 75enne in carcere viene seguito da uno psichiatra. Con il tempo ha iniziato a metabolizzare la gravità delle accuse da cui deve difendersi. Nell’abitazione di via dell’Alberello la polizia trovò una rilevante quantità di film hard. Single, senza figli, vive con la sorella e il cognato. Secondo l’accusa i video servivano come “antipasto” quando il pensionato invitava a casa i ragazzini con cui poi consumava rapporti sessuali. L’alternativa era l’auto, la Ford Focus bruciata a dicembre da due giovani, Vivacqua e un albanese, ritenute vittime del 75enne quando avevano sui 12-13 anni. Fino all’ultimo Costia ha cercato e trovato i suoi bersagli minorenni. Un audio agli atti prova quanto l’arrestato, pur consapevole di essere monitorato dalla polizia dopo l’episodio della macchina in fiamme, non volesse rinunciare alla sua attività di predatore seriale. Sempre con il paravento-esca dei provini a cui sottoporre i ragazzini grazie alle sue presunte conoscenze nel mondo del calcio. Un ambiente di sicuro frequentato, come tecnico e osservatore, ma non ai livelli millantati alle sue vittime.
PIETRO BARGHIGIANI.
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