La protesta
Toscana a due velocità Soffre la costa sud ma l’export ora vola
Ripresa lenta nelle aree di crisi, anche Grosseto fatica Rossi: «Porto, rilancio dell’acciaio e agricoltura per ripartire»
FIRENZE. Una Toscana che corre veloce e traina, dopo Trentino, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto l’export italiano. Un’altra che fatica e dove le aziende chiudono, delocalizzano e licenziano. La fotografia della regione emerge nel rapporto annuale sulla situazione economica e del mercato del lavoro che l’Irpet (istituto di programmazione economia regionale) ha presentato ieri a Firenze. L’immagine che ne emerge è quella di una zona centrale che galoppa. Non solo Firenze, ma l’intero Valdarno che da Arezzo si allunga fino a Pisa. Soffre, invece, la cosa e il sud della Regione, in particolare Livorno, Piombino e Grosseto.
Ma anche le aree oggi meno dinamiche della Toscana hanno, per il presidente Enrico Rossi intervenuto al termine della presentazione del rapporto, potenzialità forti. «Importante investire sulle infrastrutture e portare a termine quelle non ancora ultimate – spiega Rossi –. Livorno può in questo modo tranquillamente rivaleggiare con Genova. Anzi, Genova per realizzare un retroporto deve spingersi a 80 chilometri, mentre Livorno lo ha lì. Ed ha pure un aeroporto vicino». Fondamentale, dunque, puntare ancora forte sulla Darsena Europa. «Livorno – spiega Rossi – deve scrollarsi di dosso un certo minimalismo e puntare a competere con Genova e con La Spezia».
«Piombino – prosegue Rossi – grazie all’investimento voluto dalle Regione e che ha permesso di realizzare un porto profondo fino a venti metri, attrae oggi l’interesse di più aziende: Jindal, Ge e non solo. E in futuro le ricadute saranno ancora maggiori. Il Sud può avere una vocazione ancora agricola, ma nuova e moderna ed orientata all’export, che i nuovi collegamenti con Siena sicuramente aiuteranno».
E poi c’è la Toscana del centro, che già oggi traina lo sviluppo. «In questa area – sottolinea il presidente – dobbiamo utilizzare bene i fondi europei. È necessario mantenere nella Regione un punto di riferimento per aiutare chi vuole investire, armonizzare gli interventi sulla ricerca e i trasferimenti tecnologici e far sì che il mondo della piccola impresa non perda l’aggancio con l’industria 4. 0». Ma anche per la Toscana centrale sono importanti le infrastrutture e Rossi ribadisce la necessità di tre opere, tutte e tre a Firenze: la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, il sotto attraversamento e la stazione dei treni dell’alta velocità. Nella parte finale Rossi ha affrontato anche la difficile situazione del settore manufatturiero.
«Pongo solo una domanda? È possibile dare il diritto di chiudere e in 75 giorni di liquidare un lavoratore dipendente? È una scoperta che io ho fatto alla Bekaert, ed una cosa che secondo me incompatibile con la nostra Costituzione, coi principi di fondo che vogliono una repubblica fondata sul lavoro, e con il terzo articolo che dice di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione dei lavoratori alle vicende sociali ed economiche». —
ALESSANDRO BIENTINESI.
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