Il Tirreno

Toscana

Firenze ferma per sei ore al giorno il gioco d'azzardo

Alessandro Bientinesi
Firenze ferma per sei ore al giorno il gioco d'azzardo

Il sindaco spegne le slot dalle 13 alle 19 e chiude le sale giochi dalle 18 alle 24

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FIRENZE. I fiorentini giocano d’azzardo. E lo fanno con una spesa pro-capite più alta del 6% rispetto alla media nazionale. Un dato preoccupante, relativo all’ultimo biennio, che ha spinto l’amministrazione comunale di Firenze a porre un freno a slot machine e sale giochi. Come? Con un’ordinanza, simile in Italia solo a quella approvata dalla città di Roma, che prevede di limitare gli orari di accesso agli esercizi autorizzati e l’utilizzo delle macchinette. Le sale giochi dovranno rimanere chiuse dalle 18 alle 24 tutti i giorni dell’anno, mentre le slot dovranno essere completamente spente dalle 13 alle 19 negli altri esercizi autorizzati. Per le violazioni è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, mentre alla seconda sanzione nel corso dell’anno scatterà la sospensione di tre giorni dell’attività e della possibilità di accendere gli apparecchi.

«Un intervento che si inserisce nel quadro del regolamento sul gioco lecito approvato a novembre scorso – ha detto l’assessore allo sviluppo economico Cecilia Del Re – e di un complesso lavoro fatto con Anci e università di Firenze. I dati sulla situazione nel territorio fiorentino sono molto preoccupanti e registrano un incremento di oltre il doppio del consumo di gioco d’ azzardo nell’ultimo biennio rispetto alla media nazionale, con una spesa pro-capite per il consumo di gioco che supera del 6% quella nazionale».

In realtà Firenze ci aveva già provato un paio di anni fa a limitare l’utilizzo di slot machine e sale giochi. Emanando un regolamento basato sullo studio scientifico di alcune università e approvato dal consiglio comunale fiorentino nel novembre scorso. «Come Comune siamo impegnati con la società della salute di Firenze a contrastare il fenomeno preoccupante, e da non sottovalutare, del gioco d’ azzardo patologico – ha detto l’assessore al welfare Sara Funaro –. Per combatterlo abbiamo realizzato, insieme all’Asl Toscana Centro, due nuovi progetti denominati “Reti di prevenzione” e “Play off – Switch on, il gaming in adolescenza”, che si rivolgono a giovani e meno giovani». Il regolamento prevedeva già lo stop alle aperture entro 500 metri da luoghi sensibili (scuole, impianti sportivi, discoteche, parchi, sportelli bancomat) e penalizzazioni su contributi e agevolazioni. Tutto nato dallo studio dell’università di Firenze alla quale l’amministrazione si era rivolta dopo che il Tar aveva contestato la carenza di studi scientifici sulla ludopatia alla base della precedente ordinanza di limitazione degli orari.

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