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I trapianti (quasi) impossibili di polmone: nel centro di Siena si restituisce il respiro

Luca Signorini
I trapianti (quasi) impossibili di polmone: nel centro di Siena si restituisce il respiro

Gli interventi dell’equipe del professore Piero Paladini possono aumentare l’aspettativa di vita dei pazienti anche di 5 anni

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SIENA. Quello del polmone è il trapianto più delicato: l'organo è a diretto contatto con gli agenti esterni ed è dunque maggiormente soggetto a infezioni e rigetto. Per i pazienti in lista di attesa l'aspettativa di vita è di circa 2 anni, dopo l'intervento sale a 5 anni ma solo per il 50-55% dei malati che si sottopongono a trapianto.

«Si tratta di una scelta terapeutica valida come ultima chance per persone selezionate che non rispondono più alla terapia medica o a un intervento chirurgico massimale» dice il professor Piero Paladini, direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica all'interno dell'Azienda ospedaliero universitaria senese. Come per il cuore, a Santa Maria alle Scotte è presente l'unico Centro di trapianto polmone della Toscana, autorizzato nel 2000 dal Ministero della Salute, con il primo trapianto effettuato nell'agosto 2001. In questo centro che rappresenta una delle eccellenze della sanità toscana sono stati effettuati 152 interventi del genere, 14 nel 2017 e già 3 nel 2018.

Professor Paladini, quando si rende necessario il trapianto di polmone?

«Ci sono almeno quattro categorie di patologie che portano alla malattia respiratoria terminale e quindi alla necessità di trapianto: le malattie ostruttive, come l’enfisema; le malattie restrittive, quali la fibrosi polmonare; le malattie settiche, come la fibrosi cistica; le malattie vascolari, come l’ipertensione polmonare primitiva.

Hanno tutte caratteristiche diverse ma sono accomunate da un esito infausto. Qui a Siena abbiamo un centro di riferimento soprattutto per la fibrosi polmonare idiopatica (malattia di origine sconosciuta che determina una produzione eccessiva di tessuto cicatriziale che rende più rigidi i polmoni e difficile la respirazione, ndr) e la fibrosi cistica (grave malattia genetica che altera le secrezioni di molti organi, a partire da bronchi e polmoni, ndr) ».

Quali sono le tipologie di pazienti che avete in cura?

«Abbiamo persone di tutte le età. L'enfisema, per esempio, colpisce di più pazienti tra 60 e 65 anni, la fibrosi polmonare idiopatica i pazienti tra 40 e 50 anni, la fibrosi cistica è invece una malattia genetica che è presente fin dall'infanzia, e richiede un trapianto tra i 20 e i 30 anni. C'è da tenere ben presente che un nuovo polmone non dura tutta la vita».

È per questo che è molto importante il sistema delle donazioni?

«La donazione è un atto di grande civiltà, è una decisione sofferta ma regala una nuova vita. È fondamentale perorare questa causa: in Italia le donazioni sono inferiori a quelle che servirebbero, nel 2017 ci sono stati 142 trapianti a fronte di una richiesta di oltre 600 organi, e la lista di attesa dura in media un anno e mezzo. Stiamo valutando altre strade per ottimizzare le risorse, come rendere idoneo un polmone con iperfusione, la cosiddetta “donazione a cuore fermo” su una persona deceduta per arresto cardiaco improvviso. Anche perché la compatibilità tra donatore e ricevente si basa su specifici parametri come gruppo sanguigno, taglia, età, sesso, ma è bene precisare che la scelta del paziente avviene, a parità di gruppo sanguigno, sulla base della reale urgenza del ricevente».

Come si entra in lista di attesa per un trapianto di polmone?

«Gli ospedali sul territorio, gli pneumatologici e anche i medici di famiglia ci contattano per fissare una visita a Siena del paziente.

La persona è ricoverata nel nostro Centro una settimana dove viene sottoposta a tutte le visite ambulatoriali e agli esami necessari per vedere se può essere inserita nella lista per il trapianto, non deve dunque essere affetta da altro tipo di patologia. Una volta entrato in lista attiva, il paziente deve aspettare la nostra chiamata che arriva nell'arco di un anno o un anno e mezzo e gli consigliamo di non allontanarsi a più di 3-4 ore da Siena. Questo è molto importante, visto che molti nostri malati arrivano dalle regioni del centro-sud e del sud Italia».

Professore, come si svolge il trapianto?

«Quando c'è la disponibilità di un organo idoneo, in contemporanea chiamiamo il paziente e una nostra equipe si muove per prelevare il polmone. Dal 2006 può muoversi su tutto il territorio nazionale grazie al protocollo di urgenza varato dal Centro Nazionale Trapianti. L'operazione si svolge nella stessa giornata: il malato resta in reparto 6-8 ore per gli esami necessari, l'intervento dura 5-6 ore per un singolo polmone e 8-9 ore per un doppio polmone. Concluso il trapianto, trasferiamo per 48-72 ore il paziente in Terapia Intensiva Cardiotoracica. In totale, la degenza post operatoria varia dai 20 ai 60 giorni. In questo periodo i parenti possono visitare il paziente in qualsiasi momento, la vicinanza della famiglia è molto importante».

Poi c'è il periodo di follow up.

«Dopo il trapianto, una volta che il paziente viene dimesso da Siena, sarà necessario proseguire con la terapia antibiotica e immunosoppressiva. Inoltre, le visite ambulatoriali al nostro Centro trapianti saranno settimanali nel corso del primo mese, una volta ogni 15 giorni fino al terzo mese, quindi mensili fino a un anno e infine trimestrali. Questo è il programma se non ci sono ricadute e problemi post operatori. L'attività è molto complessa, tutto è programmato nei minimi particolari».

C'è una spesa a carico del paziente che si sottopone a trapianto?

«Il percorso è ticket esente. Per dare una stima della spesa, il trapianto di polmone ha un costo di circa 85.000 euro coperti dal Servizio sanitario nazionale.

Questa è un'attività multidisciplinare che coinvolge tanti specialisti, chirurghi, biologi, allergologi, immunologi, cardiologi, pneumologi, infettivologi, tecnici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi, professionisti di sala operatoria, fisioterapisti. Insomma, l'attività è portata avanti da un team rodato e ben definito». —
 

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