Gioco
Metodo Panzironi, monitoraggio su tutte le tv locali per il programma Life120
Diete bufala, si muove il coordinamento nazionale dei Corecom: «Controlli su chi usa la sanità per fare utili in modo scorretto»
LIVORNO. Occhi puntati del coordinamento nazionale dei Corecom su Life120. L’organismo centrale dei Comitati regionali delle comunicazioni si occupa di Adriano Panzironi e delle sue trasmissioni sulla salute, già nel mirino di Agcom, l’Autorità di garanzia delle comunicazioni. Il coordinamento mette sotto la lente di ingrandimento “Il cerca salute” il programma ideato dal giornalista e in onda su 18 emittenti locali per diffondere lo stile di vita Life120 che promette di farti stare bene e pure di curarti a patto: 1) di non mangiare «carboidrati insulinici» (pane, pasta, riso, pizza, patate, legumi); 2) di rinnegare la dieta mediterranea; 3) di assumere integratori prodotti da una società di Panzironi e del gemello Roberto.
Due le azioni messe in piedi dal coordinamento nazionale dei Corecom, conferma il presidente Filippo Lucci, allertato dal presidente di Corecom Toscana, Enzo Brogi: «Ho chiesto ai Comitati regionali che ricevano segnalazioni su Il Cerca salute di monitorare le emittenti locali che trasmettono il programma; lo scopo è emanare provvedimenti uniformi in tutta Italia nel caso si riscontrino violazioni». Il caso è complesso, dice Lucci «ma noi abbiamo l’obbligo del monitorare il rispetto dei codici di autoregolamentazione. Il nostro compito è individuare quale tipo di violazione può essere ascrivibile a chi usa il mondo della salute per fare utili in maniera scorretta. Stiamo cercando di capire quale violazione sia commessa con questa forma di comunicazione ingannevole sulla salute».
Con tale espressione, Lucci si riferisce a forma e sostanza del programma: «C’è da chiarire se la trasmissione sia a carattere commerciale o meno. Se il programma va in onda in uno spazio a pagamento, deve essere indicato con chiarezza allo spettatore e si deve sanzionare l’emittente nel caso in cui non mandi in sovraimpressione “messaggio/comunicazione commerciale”. Se, invece, il programma va in onda in uno spazio non commerciale e siamo in presenza di “informazione” è necessario non trasmetterlo più con quella formula: assistiamo, infatti - evidenzia Lucci - a una persona intervistata, che propone contenuti di natura sanitaria senza alcun contraddittorio». Lucci, tuttavia dubita «che un programma di questo tipo sia trasmesso da emittenti locali senza garantire un ritorno economico. Ma prima di trarre conclusioni abbiamo bisogno di qualche giorno per approfondire la questione. Poi valuteremo i provvedimenti da adottare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
