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Toscana

Presunto stupro, Martina non si sarebbe mai suicidata

La vittima Martina Rossi
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La vittima Martina Rossi

Morì cadendo dal balcone, una delle due amiche in aula al processo: “Ho urlato, non capivo cosa era successo. Con lei avevo litigato la sera prima”. L’altra compagna di viaggio. “Non aveva mai manifestato tendenze suicide”. Indagati due 27enni di Arezzo

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«Non sapevo neppure dove ero». Lo ha detto in aula, piangendo, Isabella, una delle due amiche che il 3 agosto 2011 erano a Palma di Maiorca con Martina Rossi, la ventenne studentessa genovese morta dopo essere precipitata dal balcone di una camera d'albergo della località spagnola, occupata da Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due 27enni aretini imputati per il presunto tentativo di stupro che avrebbe provocato la caduta della giovane dal terrazzo, mentre cercava di fuggire. Per la difesa dei due accusati la giovane si sarebbe, invece, suicidata.

L'udienza del processo del 29 giugno è dedicata alla testimonianza delle due amiche di Martina. «Alessandro - ha aggiunto Isabella - poco prima aveva bussato alla porta della nostra camera dicendo che Martina era impazzita, diceva di essere l'infinito, che amava e odiava. Mi disse di salire che c'erano problemi. Io uscii e incontrai Luca che disse che Martina aveva preso la rincorsa e si era lanciata».

Incalzata dalle domande del pm Roberto Rossi, del presidente del collegio Angela Avila e della difesa, Isabella ha proseguito: «Ricordo che Martina era preoccupata per l'università ma era una ragazza come siamo tutte a quella età a tratti felice, a tratti no. Non avevo mai visto scatti di aggressione fisica. Avevamo avuto un mini litigio la sera prima ma solo verbale».

 «Sono brutti ricordi e dopo sette anni non riesco a focalizzare ulteriormente - ha proseguito in maniera concitata Isabella - dopo aver saputo che Martina era caduta io ho avuto un totale blackout». La circostanza è stata contestata dalla presidente del collegio che si è detta stupita del fatto che le amiche non andarono a vedere Martina.

«Continuavano a ripetere "caida" (caduta in spagnolo, ndr) ma non riuscivo a capire cosa era successo a Martina. Ricordavo solo che poco prima era uscita dalla nostra camera per raggiungere i ragazzi nella loro camera e fare quattro chiacchiere». Questa la testimonianza, invece, di Alessia, l’altra giovane insieme a Isabella con cui la giovane deceduta era in vacanza in Spagna. La teste ha escluso che avesse tendenze suicide. Con «Martina avevamo anche scherzato in spiaggia sul fatto che da anziane saremmo rimaste sole e saremmo diventate gattare. Martina era serena e mai aggressiva».

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