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Toscana

Accordo fra REGIONE E ANCI 

Piano contro lo spreco di cibo Sconto sulla Tari a chi aderisce

FIRENZE. «Cara azienda produttrice o distributrice. Io Comune ti abbasso la Tari se te doni ai poveri la merce che butteresti via perché non più commerciabile». È questo il meccanismo che anima il...

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FIRENZE. «Cara azienda produttrice o distributrice. Io Comune ti abbasso la Tari se te doni ai poveri la merce che butteresti via perché non più commerciabile». È questo il meccanismo che anima il progetto di filiera Life–Food. Waste. StandUp cofinanziato dalla Commissione Ue. E ieri Regione e Anci Toscana lo hanno adottato firmando un protocollo d’intesa con Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare e Unione Nazionale Consumatori. L’obiettivo è chiaro: evitare che le merci alimentari con la scatola danneggiata o vicine a scadenza o con l’etichetta non leggibile, siano buttate via. Motivo: sono buone da mangiare e invece di buttarle possono essere donate alle famiglie povere. Attenzione però. Sono i singoli Comuni che decidono in totale autonomia se aderire o no. L’amministrazione di Capannori ha già aderito. Fra qualche mese potranno aderire anche gli altri comuni toscani. Tra le aziende che fanno parte del progetto Life: Esselunga, Pam, L’Abbondanza (Gruppo Selex). Mancano all’appello Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno, le due catene di distribuzione alimentare più diffuse in Toscana. «Ma la nostra porta è sempre aperta», dice il presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara. Un dato su tutti la dice lunga sugli stili di vita consumisti degli italiani. «Ogni anno buttiamo via l’equivalente del 15, 4% dei consumi alimentari, una quantità di cibo che sarebbe sufficiente a nutrire per un anno tutte le famiglie in condizione di povertà assoluta», dice il direttore area comunicazione di Federdistribuzione Stefano Crippa. E anche la Toscana non brilla per stili di vita alimentari. Considerando tutta la filiera, lo spreco generato è di 388mila tonnellate pari a 895 milioni di euro l’anno. Distribuendo questo valore complessivo sulle famiglie, si possono attribuire a un nucleo composto da 4 persone quasi 1. 000 euro, pari a circa 400 chili. «Quello delle perdite e degli sprechi alimentari – dice l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni – è un problema che genera impatti ambientali ed economici negativi. Progetti come Life sono una bella sfida di responsabilità». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora alla salute Stefania Saccardi: «La crisi economica ha impoverito molte famiglie. Questo è il modo giusto per aiutarle». Chiude l’assessore al commercio Stefano Ciuoffo: «Siamo chiamati tutti ad agire per dare vita a questo circolo virtuoso».

Samuele Bartolini

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