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La Cassazione ordina: ricalcolare la pena del convivente pedofilo
La Cassazione accoglie il ricorso della Procura generale di Firenze contro la sentenza della Corte d'appello che il 28 luglio 2015 aveva ridotto da 9 a 5 anni la pena a un uomo condannato nel 2012...
La Cassazione accoglie il ricorso della Procura generale di Firenze contro la sentenza della Corte d'appello che il 28 luglio 2015 aveva ridotto da 9 a 5 anni la pena a un uomo condannato nel 2012 dal tribunale di Prato per abusi sessuali sulla figlia della ex convivente. Per la Cassazione, infatti, ci fu «la reiterazione delle condotte abusanti nei confronti della minore» e la sottrazione alla minore degli anni «della più totale spensieratezza». Elementi che «rendono inapplicabile l'ipotesi di minore gravità».
Viene così annullata, limitatamente a questa circostanza, la sentenza della corte fiorentina: spetterà ora a un'altra sezione della stessa Corte d'appello il compito di ricalcolare la pena. Il processo comunque si avvicina a una conclusione, anche perché, per la Cassazione, è «definitivo l'accertamento della responsabilità dell'imputato». Inoltre per i giudici della Suprema Corte sono condivisibili le motivazioni del procuratore generale secondocui «non potevano non essere considerate le gravi ricadute della condotta sul rapporto tra bimba e madre, all'epoca convivente dell'imputato».
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