La manifestazione
Bekaert chiude due stabilimenti A rischio 318 lavoratori
FIGLINE VALDARNO. Ci sono 318 posti di lavoro a rischio per la decisione della Bekaert Group di chiudere il sito italiano di Figline e Incisa Valdarno. I siti sono dedicati alla produzione di...
FIGLINE VALDARNO. Ci sono 318 posti di lavoro a rischio per la decisione della Bekaert Group di chiudere il sito italiano di Figline e Incisa Valdarno. I siti sono dedicati alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici (steel cord) e l’azienda vuole cessare le attività nella fabbrica, acquistata nel 2014 da Pirelli.
Lo ha annunciato ieri il gruppo belga in una nota, spiegando di aver informato la Rsu, i sindacati e le autorità competenti, ed esprimendo l’intenzione di «avviare un dialogo teso ad attenuare l’impatto sociale per i 318 dipendenti interessati».
Negli ultimi anni, sostiene l’azienda, «la posizione del sito di Figline nel mercato di riferimento ha subito notevoli pressioni. A causa dei suoi costi strutturali notevolmente superiori rispetto a quelli degli altri stabilimenti di rinforzi in acciaio per pneumatici di Bekaert tra Europa, Medio Oriente e Africa, il sito non stato in grado di generare performance sostenibili dal punto di vista finanziario». Dopo la comunicazione dell’azienda, i lavoratori hanno occupato lo stabilimento di Figline Valdarno. «Sapevamo dei problemi finanziari e di mercato – dice Yuri Campofiloni della Fiom Cgil Firenze in una nota – ma non che si potesse chiudere lo stabilimento da un giorno a un altro. Chiediamo subito il ritiro della procedura». «Una decisione ingiusta e inaccettabile, nel merito e nel metodo, un vero attentato al lavoro - dice il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza -. Chiudere uno stabilimento produttivo è sempre ingiusto, ma in questo modo è ancora più grave. Non è così che si può trattare il lavoro in Italia». Appello dei sindacati a Di Maio per tutelare i 318 posti di lavoro.
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