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Dossier Bankitalia: Toscana a due velocità, la ripresa non c'è per il divario costa-entroterra

di Giulio Corsi
Operaio al lavoro in una fabbrica tessile pratese
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Operaio al lavoro in una fabbrica tessile pratese

Crescita frenata dal divario tra entroterra e aree costiere dove la ripresa non c’è. Bene soprattutto moda e farmaceutica grazie all’export, al palo le costruzioni

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LIVORNO. L’economia toscana cresce, a ritmi simili alla media del Paese. Ma continua a scontare le due velocità con cui da anni si muovono le aree costiere e quelle dell’entroterra: «Questo divario esclude la regione dal gruppo ristretto delle nuove locomotive nazionali», sottolinea Paolo Comune Compagnoni, direttore della filiale di Livorno della Banca d’Italia, presentando l’annuale dossier sull’Economia Toscana.

Insomma ci troviamo anche quest’anno davanti alle due facce della stessa terra. E non è un caso che il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda, lanci il suo sos: «A Livorno e Grosseto la ripresa non la sentiamo, se accanto ai settori portuali e all’agricoltura non si crea attrazione di investimenti su questi territori, noi la ripresa non l’agganceremo». Tradotto: «Il manifatturiero che cresce con l’export (moda e farmaceutica) va portato anche sui nostri territori».

L’EXPORT VOLA (MA POI FRENA). Nel 2017 le esportazioni toscane sono cresciute del 4,2%. «Un dato soddisfacente - secondo Guglielmo Barone di Bankitalia Firenze -, anche se un po' inferiore alla media nazionale». Fortissima la variabilità tra i settori: il farmaceutico ha aumentato del 61% le vendite estere, bene i nuovi mezzi di trasporto trainati dai camper (3,7%), la moda (2,3%), male meccanica e metalli. «Il 4,2% totale è frutto di un primo semestre molto forte che ha registrato un +8% e di un secondo semestre vicino allo zero», ha spiegato Barone. Da rilevare che tra il 2010 e il 2016 le esportazioni toscane erano cresciute di oltre un quarto.

La domanda, visto il piatto secondo semestre 2017, nasce spontanea: si è fermata la macchina dell’export? «No - secondo il dirigente di Bankitalia -, il primo trimestre del 2018 parla di una crescita dell’1,6%».

COSTRUZIONI ANCORA AL PALO. Nel 2017 sono cresciute industria e servizi, con fatturati aumentati tra i 2 e i 3 punti percentuali. E le previsioni per il 2018 confermano la tendenza positiva. «Ma il grande malato degli ultimi anni, le costruzioni, vede ancora calare il fatturato», spiega Barone.

La dinamica sfavorevole è confermata anche dai dati dell’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili, che registrano un nuovo calo nel numero di addetti, di ore lavorate e di imprese iscritte alle casse edili.

È uno degli elementi che affossa la Toscana costiera caratterizzata da una prevalenza di industria pubblica, turismo ed edilizia. «Il nostro manifatturiero di riferimento è il settore delle costruzioni», ha ricordato Breda. La ricetta, secondo il numero uno della Camera di Commercio e presidente di Unioncamere Toscana è un riadattamento del settore: «Il patrimonio edilizio esistente, che è molto vecchio, deve vedere le imprese del settore riconvertirsi al nuovo modello edilizio di recupero e rigenerazione urbana».

IL CREDITO NON DECOLLA. Ecco l’altro problema della costa. «Il credito alle imprese è cresciuto molto poco - ha spiegato Luca Casolaro della Divisione Analisi di Bankitalia -. I finanziamenti alle piccole imprese sono calati per il settimo anno consecutivo (-1,7% a fine 2017), a fronte di una lieve crescita di quelli alle imprese di media e grande dimensione (0,6%)». I settori sono l’altra discriminante: all’aumento dei prestiti al manifatturiero (3,7%) si è contrapposta l’ulteriore flessione dei finanziamenti all’edilizia (-3%). Anche qui è arrivata una sferzata da parte della Camera di Commercio: «Il sistema bancario ha fatto vedere di aver ripreso a investire su imprese più strutturate, che hanno avuto qualche agevolazione in più. Ma la ripresa nasce dal rischio degli imprenditori e anche dal rischio bancario», ha ricordato Breda.

PIÙ OCCUPATI (MA A TEMPO). Infine l’occupazione: il dossier evidenzia che la Toscana è in linea con i dati nazionali. +1,1% il dato, trainato dal servizi non commerciali, in calo nell’industria.

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